Se fino a poche settimane fa, il risiko del settore bancario sembrava essere finito in un cassetto, adesso sul mercato si è tornati a parlare apertamente di fusioni tra banche con conseguenti forti rialzi dei titoli coinvolti che sono sfruttati per investire attraverso i CFD.

Le ultime novità sulla possibile fusione Unicredit e Banca MPS

Come hanno messo in evidenza alcuni analisti, con l’avvenuta integrazione tra Intesa Sanpaolo e UBI Banca, il dossier fusioni non si è chiuso, è destinato a proseguire. Hanno creato il terreno ideale per tenere alta l’attenzione sul risiko bancario le indiscrezioni su una possibile integrazione tra Banco BPM e BPER Banca e il lancio di un’OPA su Credito Valtellinese da parte di Credit Agricole Italia. È quindi inevitabile che, in questo contesto, si continui a parlare di fusione MPS Unicredit.

Stando a quanto riportato da Bloomberg, si sarebbero rafforzate le trattative tra la banca guidata da Mustier e il Ministero dell’Economia e delle Finanze negli ultimi giorni, in merito alla possibile cessione proprio a Unicredit del controllo di MPS ora in mano al Tesoro.

Proprio tali indiscrezioni hanno infiammato i due titoli che hanno registrato apprezzamenti molto consistenti in borsa. Ad esempio le azioni MPS oggi scambiano a 1,26 euro contro un valore di 1 euro a fine ottobre. Anche le azioni Unicredit non sono da meno essendo salita ad oltre 9 euro contro i 6,4 euro di fine ottobre.

Proprio l’intensità delle rispettive progressioni suggerisce che le indiscrezioni sulla fusione sono un argomento capace di condizionare i rispettivi prezzi delle due banche. Non è per forza necessario comprare azioni per sfruttare questa dinamica.

Puoi prendere in considerazione la possibilità di investire in borsa attraverso i CFD, se l’obiettivo è solo quello di fare speculazione. Tra l’altro scegliendo un broker autorizzato come ad esempio eToro, non solo avrai la demo gratuita per imparare a vendere e comprare CFD, ma non pagherai neppure commissioni nel trading sulle azioni.

Secondo Bloomberg, il Tesoro italiano sarebbe pronto a garantire la condizione di neutralità sul capitale di Unicredit a seguito dell’acquisizione di Monte dei Paschi, attraverso un aumento di capitale da 2,5 miliardi di euro in Monte dei Paschi di Siena.

Bloomberg afferma: “Unicredit è il solo acquirente plausibile ma richiederebbe notevoli interventi e non è chiaro se questi siano compatibili con il diritto comunitario”. Considerando che il Tesoro dovrà uscire dal capitale di MPS entro il 2021, Unicredit è la sola alternativa possibile.