BNL, Intesa e UniCredit: truffa a banche e clienti in queste ore

Sempre meno giorni ci dividono dal 15 Ottobre, il giorno in cui il Fisco potrà nuovamente inviare agli italiani richieste di pagamento e cartelle esattoriali dopo il blocco nel periodo di emergenza Covid. Sempre dal 15 Ottobre, l’Agenzia delle Entrate potrà dare disposizioni per pignoramento di beni. I correntisti di Unicredit, Intesa, BNL e di altri istituti bancari devono quindi fare molta attenzione in caso di situazione debitoria.

 

Unicredit, Intesa, BNL: dal 15 Ottobre partono i pignoramenti in caso di debiti verso il Fisco

I canali di comunicazione tra il Fisco e gli istituti di credito sono costantemente aperti. In caso di tasse non pagate o di reiterata comunicazione da parte dell’Agenzia delle Entrate banche come Unicredit, Intesa Sanpaolo e BNL autorizzato lo Stato ad un prelievo forzato dal conto degli interessati. I pignoramenti di chi versa in situazioni debitorie interessano i redditi mobiliari in valore non superiore al 20% del totale.

In alcuni casi, anche lo stipendio può essere dall’Agenzia delle Entrate: in base al netto del lavoratore è prevista una quota vincolata al pignoramento. Stesso discorso vale anche per i cosiddetti beni di lusso. 

Non possono essere interessati da pignoramento, invece, altri beni. Tra questi, ovviamente, spicca la prima casa, a patto che non sia considerata bene di lusso. Sempre dai conti Unicredit, Intesa, BNL non potranno essere toccate le pensioni minime o sussidi che riguardano invalidità civile e maternità. Anche per i clienti di Poste Italiane, che usufruiscono del Reddito di Cittadinanza, non è prevista opzione di pignoramento, a patto che il RDC rappresenti l’unica fonte di reddito del cittadino o del nucleo famigliare.