truffa dei diamanti

Da tempo ormai si sente parlare di questa nuova truffa messa a segno da alcuni istituti bancari di altissimo livello, del calibro di Unicredit, Banco Bpm, Intesa Sanpaolo, Monte dei Paschi e Banca Aletti.

La truffa, definita “dei diamanti” per via della merce utilizzata nel raggiro, ha portato più di 19.000 investitori a concentrare le proprie risorse finanziarie nell’acquisto di diamanti, valutati con un ricavo medio annuo di oltre il 3-4% (superiore a qualsiasi titolo di Stato).

La truffa, messa a segno tramite la complicità delle banche in questione e di due società di rivendita dei diamanti – la DPI (Diamond Private Investment di Roma) e la IDB (Intermarket Diamond Business di Milano) – sfruttava l’ignoranza dei clienti in materia per far trarre profitto alle aziende coinvolte e alle stesse banche.

I clienti accettavano di investire su questo bene solo perché venivano mostrate loro percentuali di guadagno assolutamente fuorvianti e pesantemente gonfiate: gli operatori bancari sfruttavano la loro ignoranza in materia per indurli in un acquisto suicida.

Leggi anche:  Truffe Unicredit e SanPaolo: arriva il token digitale per contrastarle

Le novità dall’udienza dell’8 aprile

Dopo mesi di inchieste, indagini e verifiche, ieri sono finalmente state fissate le udienze in cui si definirà in che misura ogni cliente dovrà essere risarcito dalle parti in questione. Il sequestro preventivo di 700 milioni dalle banche coinvolte non basterà a coprire interamente le richieste di rimborso, a fronte di 19.000 domande di restituzione, rivendica e ammissione al passivo pervenute fino ad oggi.

Nell’udienza tenutasi ieri, però, sono state considerate “le richieste dei fornitori, dei professionisti e dei lavoratori della Società fallita il cui progetto di stato passivo è stato depositato in data 22 marzo”. I tempi saranno decisamente lunghi, ma la magistratura cercherà di muoversi con la massima efficienza per permettere a tutti di mettere la parola fine a questa scioccante vicenda.

È bene precisare che anche nelle prossime settimane potranno essere presentate le domande per chiedere la restituzione di beni in custodia, non essendo stato fissato, finora, un termine di decadenza per tali domande.