BlockchainLa blockchain, che è traducibile in italiano come “catena di blocchi“, si va a basare su una rete informatica di “nodi”. Tramite questi incroci, si va ad accedere ad un grandissimo numero di dispositivi interconnessi, i quali condividono le informazioni in maniera rapida e sicura. Tramite questa tecnologia, una transazione sicura può essere registrata e verificata, tutelando le due parti.

Si parla di una catena di dati perché è come una specie di registro digitale, dove dati e informazioni possono essere aggiornati esclusivamente tramite il consenso della gran parte di quelli che partecipano al sistema. Nel momento in cui viene inserita un’informazione, si va a creare un marchio temporale ed un collegamento al blocco precedente. In questo modo, i dati sono sempre verificati e soprattutto non possono essere manipolati.

La tecnologia blockchain nasce ufficialmente nel 2009 per andare a rispondere all’esigenza di registrare i movimenti e controllare le attività in criptovaluta. La catena di blocchi, in relazione alla moneta virtuale, va a costituire il database e la copia di sicurezza di tutte le operazioni fatte in Bitcoin. Quindi, il denominatore comune di tutto ciò è la sicurezza.

 

 

Blockchain: come si comportano le banche in Italia

Anche nel nostro Paese, le iniziative concernenti la fintech stanno aumentando. È stato lanciato recentemente da Banca SellaFabrick“, un’evoluzione collaborativa dell’open banking. Questa è una piattaforma che punta a mettere insieme gli attori che si muovono in questa industria, andando a garantire ai clienti l’accesso ad un ambiente dove è possibile l’integrazione tra sistemi e servizi differenti.

Tra i best class del fintech del nostro Paese, c’è sicuramente Banca Generali, la quale già nel 2018 aveva preferito affiancarsi a Reply per andare a proporre ai suoi clienti un nuovo fondo incentrato sulle imprese che usavano la blockchain. Una scelta sicuramente che puntava sul lungo periodo, con una strategia che prevedeva di individuare un gruppo di aziende quotate a grande capitalizzazione e attive nella catena di blocchi digitale, così da garantire una una buona liquidità allo stesso fondo.

Banca Generali sta seguendo passo passo l’evoluzione della blockchain, e quella principale è sicuramente legata alle criptovalute, le quali, soprattutto nell’ultimo periodo, sono in netta crescita. Inoltre, a gennaio c’è stato anche l’ingresso di Conio, fintech particolarmente attiva nei servizi di criptovalute, specialmente Bitcoin.

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