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Nel corso del 2019 si è riaperto il dibattito in merito all’abolizione delle due tasse di proprietà e possesso meno amate dagli italiani: il bollo auto e il canone Rai.

Un nuovo spiraglio di luce era stato infatti aperto dall’allora ministro del MiSE Luigi Di Maio, il quale a luglio scorso aveva depositato una proposta da discutere nelle camere per eliminare queste due tasse, che gravano sulla testa di ogni famiglia italiana come una spada di Damocle.

D’altra parte, quest’iniziativa non ha più avuto un seguito, perché la proposta risulta tuttora depositata (e non è decaduta, perché si è ricostituito il Parlamento sulla base dei risultati delle elezioni 2018) e non ancora discussa.

La prospettiva che ciò avvenga, però, è estremamente lontana. Eccone i motivi.

Canone Rai e Bollo Auto: neanche nel 2020 vedremo avvenire la loro abolizione

Il discorso si basa principalmente su motivazioni di natura economica. La tassa sul possesso della televisione, quale il Canone è divenuto da qualche anno a questa parte, consente allo Stato di recuperare ogni anno 1,5 miliardi da investire in altri settori produttivi. In un momento così delicato per le finanze statali, un simile ammanco dovrebbe comunque essere compensato dall’introduzione di altre tassazioni o dall’aumento di altre imposte.

Per giunta, dopo l’emergenza Coronavirus, lo Stato non può certo andare a rinunciare ad un introito così cospicuo (e comunque già previsto dagli italiani, al netto delle possibili esenzioni) che può essere reinvestito in altri settori e in altre misure economiche.

Per quanto riguarda il Bollo, il discorso è leggermente diverso, dal momento che questo tributo è di competenza Regionale, e pertanto laddove andassero a mancare quei 6 miliardi l’anno che il Bollo fornisce alle Regioni, anche in tal caso lo Stato dovrebbe andare a compensare la quota mancante.