Al CERN si torna indietro nel tempo grazie alle collisioni da record

Spento il 14 febbraio del 2014 e riacceso ad aprile del 2015, il Large Hadron Collider meglio noto come acceleratore di particelle è ora funzionante a pieno regime e presto lo scontro tra le particelle potrà produrre un mini Big Bang che potrà spiegare l'Universo.

Al CERN il Big Bang si produce (quasi) in casa

Al CERN si studiano le collisioni tra ioni, quelli che hanno portato al Big Bang e quindi alla genesi di quello che poi sarebbe diventato il nostro Universo e quello che siamo oggi.

Era il 14 febbraio del 2014 quando il Collider veniva spento per manutenzione e per apportare aggiornamenti al sistema. Ci sono voluti quasi due anni per riaccenderlo, ma è valso la pena aspettare tanto visto che ora si potranno studiare nuove frontiere della fisica.

Il Large Hadron Collider (LHC) più noto come acceleratore di particelle è uno strumento davvero particolare in quanto copre un’area vastissima avendo un diametro di ben 27 chilometri, situato tra Francia e Svizzera. Dopo alcuni mesi dall’accensione i fisici del CERN, 1500 sono italiani in gran parte alle dipendenze dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, erano più che soddisfatti dell’accensione e delle prime collisioni tra particelle, protoni e neutroni, che avvengono quasi alla velocità della luce.

Al CERN il Big Bang si produce in casa

Nel mese di giugno il Large Hadron Collider (LHC) ha iniziato a funzionare a pieno regime con le collisioni tra particelle che hanno raggiunto la stabilità e l’incredibile energia di 13 miliardi di elettronvolt. Ora l’energia ha raggiunto i 5 TeV per nucleone e gli scienziati sono vicini ad ottenere un mini Big Bang fatto in casa. Stanno per riprodurre il primo ammasso di particelle che ha generato il Big Bang e che ha avuto vita brevissima.

L’intento di questi studi è quello di capire com’è fatto l’Universo e in particolare spiegare l’esistenza della materia oscura di cui è composto il 25% dell’universo, un altro 70% dell’universo è costituito dall’energia oscura e solo il 5% dalla materia visibile, quella che costituisce stelle e pianeti.

L’utilizzo di energie tanto grandi come quelle per far collidere le particelle al CERN richiedono migliaia di magneti per direzionare e accelerare le particelle. Questo comporta anche il dover raffreddare tutto il LHC con un sistema di distribuzione a elio liquido che porta le temperature a -271,3°C. Un esempio di quello che si può realizzare quando c’è collaborazione a prescindere dalla nazione, dal credo religioso o dal colore della pelle. Come diceva Einstein esiste una sola razza, quella umana.