Uno dei problemi principali per lo Stato Italiano è proprio quello della lotta all’evasione fiscale. Nel tempo infatti, il governo ha cercato più volte di arginare il fenomeno increscioso con diverse mosse. Tra queste infatti troviamo il famoso redditometro, strumento creato dal Fisco e messo in mano all’Agenzia delle Entrate per controllare le irregolarità dei conti correnti degli italiani.

A causa del Decreto Dignità del 2018 però, è stato messo temporaneamente in stop. I politici hanno quindi perduto uno strumento fantastico per individuare l’evasione fiscale, rendendo quindi la vita al Fisco estremamente dura.

Senza il redditometro sarà più facile evadere il Fisco? Per fortuna no, grazie all’evasometro

Nonostante l’inadeguatezza del redditometro e il suo non utilizzo, si potrebbe pensare che adesso l’evasione fiscale è più avvantaggiata. Tuttavia non risulta essere così perché in primis lo strumento rimarrà attivo sui controlli fiscali fino al 2015. In seconda battuta, l’Amministrazione Finanziaria italiana sta già ovviando al problema con l’inserimento dell’evasometro, la nuova arma del Fisco.

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In poche parole stiamo parlando di uno strumento non del tutto nuovo. Di fatto è stato introdotto nel 2012 con il governo Monti con il nome di risparmiometro/evasometro, ed è divenuto effettivo soltanto adesso, dopo più di 7 anni.

Grazie ad esso verranno incrociati i dati bancari dei singoli cittadini con una serie di parametri necessari per la valutazione. Tutte le irregolarità saranno infatti poste al vaglio della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle Entrate. Ricordiamo infatti che questo nuovo software si baserà su cinque parametri all’interno di ogni singola carta di credito/debito. Verranno verificati infatti:

  • il saldo iniziale;
  • il saldo a fine anno;
  • le entrate mensili;
  • le uscite mensili;
  • la giacenza media.