Sono da poco emersi nuovi risvolti sulla vicenda della “Truffa dei diamanti” che ha visto coinvolte diverse banche e numerosi clienti. A Febbraio c’è stato un sequestro iniziale, dove la Guardia di Finanza aveva confiscato merce per un valore di oltre 700 milioni di Euro. Adesso un nuovo sequestro di “soli” 3,4 milioni ad opera della Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale locale.

Nella seconda ondata, non sono stati colpiti gli Istituti Bancari ma gli imprenditori e nello specifico l’erede dell’ex amministratore della IDB, una delle due società coinvolte nella truffa. Sembra però che ora la vicenda sia ad un punto di svolta. Vediamone i dettagli.

Un risarcimento per le vittime della “Truffa dei diamanti”

La famosa Truffa dei diamanti di cui si parla da Febbraio, è avvenuta per circa quattro anni, precisamente dal 2012 al 2016. Ancora non sia alla fine della storia, sebbene vi sia stata una nuova svolta. Sono ben 68 gli indagati ufficiali e banche come Unicredit, Sanpaolo e BPM sono coinvolte in un processo dove la Procura di Milano ancora non vuole decretare la fine, continuando ad indagare.

Leggi anche:  Truffa dei diamanti: rimborsi e novità su Unicredit, Intesa e BPM

Tra tutte le notizie sembra però che il Tribunale di Verona ha validato la prima vera vittima della truffa, dichiarando a favore di una cliente della banca BPM. La signora purtroppo è deceduta, ma l’erede ha ottenuto vittoria e un risarcimento di quanto investito dalla donna anni or sono. Questa vicenda potrebbe far riaccendere le speranze a tutti coloro che attendono con ansia un rimborso della cifra iniziale investita.

Intanto le banche hanno iniziato a rimborsare privatamente i propri clienti al prezzo originale dell’acquisto dei diamanti e sono stati messi a disposizione dell’utente finale numerosi centri e servizi di assistenza e tutela.