truffa

Della “truffa dei diamanti” si è sentito parlare molto in questi ultimi mesi e, infatti, dopo gli scandali scoppiati a metà febbraio, le banche coinvolte in tale affare sono state penalizzate. La Procura di Milano, la quale sta indagando a fondo, ha ordinato alla Guardia di Finanza di effettuare un sequestro di 700 milioni di euro in via preventiva. Il lavoro da svolgere, in ogni caso, è davvero tanto.

Truffa dei diamanti: ecco cosa è successo alle vittime

A partire dal 2012 e a finire nel 2016, alcuni istituti bancari (tra questi anche Unicredit e Intesa SanPaolo) hanno iniziato a proporre ai loro clienti di investire in delle pietre preziose. Presentato come un investimento ottimale, come ci si può immaginare, la truffa ha attirato molti correntisti interessati a tale affare, coinvolgendo anche figure note come Vasco Rossi e molti altri.

In ogni caso, tornando al discorso dei diamanti, è stato scoperto che le somme richieste per l’acquisto delle pietre non erano che fittizie e gonfiate a dismisura; recenti perizie hanno dimostrato che i diamanti, in realtà, valgono tra il 30 e il 50% delle cifre pagate nella realtà.

Attraverso questa frode chi ha investito ora non si ritrova nulla e secondo la procura, a doversi assumere la colpa sono sia le banche che la Intermarket Diamond Business di Milano (IDB) e la Diamond Private Investment di Roma (DPI). Attualmente le cifre sequestrate dalla procura comprendono:

  •  149 milioni di euro per la IDB;
  • 165 milioni per la DPI;
  • 83 milioni al BancoBpm-Banca Aletti;
  • 32 milioni a Unicredit;
  • 11 milioni a Banca Intesa;
  • 35 milioni a Mps.