Piracy Shield, piovono critiche: bloccati siti web legali

La diatriba tra l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, meglio conosciuta da tutti come AGCOM, e Cloudflare continua ad intensificarsi. La causa principale sono i blocchi imposti dal Piracy Shield, il sistema italiano ideato per contrastare la trasmissione illegale di contenuti sportivi e fermare la diffusione della pirateria. Non ci sarebbero problemi, se non fosse che in queste azioni di blocco spesso vengono coinvolti indirizzi IP per nulla illegali. Uno dei casi più eclatanti, che evidenziato la presenza di questa problematica diffusa, riguarda l’IP 188.114.97.7. Chiuso a febbraio scorso, ha portato migliaia di utenti a trovarsi davanti una situazione insoluta e sgradevole in cui non potevano più usare il sito.

Come ha risposto l’AGCOM ai blocchi del Piracy Shield

Il presidente Giacomo Lasorella ha mostrato in un’intervista una certa soddisfazione per i risultati raggiunti fino ad ora grazie al Piracy Shield, minimizzando le polemiche sull’overblocking non definendole così problematiche come appare. Anche il commissario Massimiliano Capitanio aveva pochi giorni fa definito come “fake news” le notizie di blocco di siti legali e invece pare siano veritiere. A queste affermazioni, Cloudflare ha deciso di reagire inviando una email a chi hanno chiuso il sito avvisandoli dell’accaduto.

Nel testo della Cloudflare invita le persone coinvolte nell’utilizzo errato del Piracy Shield, inclusi i gestori dei siti legali, a presentare un reclamo ad AGCOM e a mostrare come la cosa non sia solo una diceria come tante. Per facilitare la presentazione dei reclami, Cloudflare ha persino preparato un modello in italiano e inglese già pronto da compilare ed inviare aiutando chi non sa esattamente cosa fare. Nella domanda, gli interessati chiedono con precisione che l’AGCOM prenda provvedimenti immediati per prevenire l’avvenire di un blocco non necessario d’ora in poi.

La tensione tra AGCOM e Cloudflare è arrivata alle stelle, tra chi cerca di dimostrare quanto i propri servizi siano in realtà perfetti e chi lotta per svelare il contrario. Ora dobbiamo solo aspettare per capire se questo dibattito porterà o meno a delle modifiche al Piracy Shield riguardo la valutazione dei siti da bloccare.

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