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A quanto pare, un team di ricercatori dell’University of Illinois sembra aver avviato l’ideazione di un metodo efficace utile a rimpicciolire in maniera decisamente considerevole i filtri elettronici. Questi sono importanti componenti elettronici il quale utilizzo avviene negli smartphone o in altri dispositivi wireless simili.

Il compito principale di questi aggeggi è quello di eliminare disturbi dei segnali in ingresso e migliorare quelli in uscita, questa funzione determina la sua importante essenzialità. I costruttori, visto lo spazio non proprio esiguo che occupano, stanno cercando di rimpicciolirli. Il nuovo studio ha determinato che questi possono essere rimpiccioliti in maniera davvero sensibile fino a ben 10 volte.

Smartphone: il compito dei ricercatori è molto importante

I ricercatori si sono serviti di una membrana singola arrotolata contenente induttori e condensatori progettati in maniera indipendente. Con tali induttori e condensatori arrotolati, è possibile integrare queste componenti diverse in un dispositivo detto “salvaspazio”. A dichiarare ciò è stata Xiuling Li, una professoressa di ingegneria elettrica ed informatica nonché autrice dello studio apparso su Advanced Functional Materials.

I ricercatori, per modellare sulle membrane sottili, hanno usato un processo particolare di incisione litografica attraverso la quale riescono ad unire insieme i condensatori e gli induttori su un unico piano. La stessa membrana multistrato può poi essere arrotolata in un “tubicino” sottile ed essere poi posizionata sul chip occupando meno spazio di quello che occuperebbe normalmente.

Durante le sperimentazione, con questo speciale design di filtri, risultavano adatti per le applicazioni nella gamma di frequenza 1-10 gigahertz. Inoltre, l’utilizzo non sarà destinato solo alla radio frequenza, ma può essere anche utilizzato in applicazioni che usano altre frequenze come quelle dei mega Hertz.

Li ha dichiarato: “Il nostro modo di integrare induttori e condensatori in modo monolitico potrebbe portare l’integrazione dei circuiti elettronici passivi a un livello completamente nuovo”. “Non c’è praticamente alcun limite alla complessità o alla configurazione dei circuiti che possono essere realizzati in questo modo”.