Tim

Negli ultimi mesi non sono certo mancati le rimodulazioni di prezzo per quanto concerne il mondo della telefonia. Dopo i provvedimenti presi da Vodafone e dal nuovo gestore WindTre, anche TIM ha previsto dei cambiamenti per le sue tariffe. A differenza dei gestori ora citati, il brand italiano ha deciso di non modificare i costi per la telefonia fissa, concentrandosi piuttosto sulla telefonia mobile. 

 

TIM ed il nuovo costo fisso legato all’uso delle schede SIM

A partire dallo scorso inverno, e per la fattispecie dal mese di Febbraio, tanti abbonati si sono trovati a pagare una nuova spesa mensile. TIM ha infatti previsto il pagamento di una quota fissa di 1,99 euro ogni trenta giorni per quei clienti che fanno uso di una scheda SIM senza una ricaricabile attiva. La quota fissa sarà valida sia per i vecchi clienti sia per tutti i prossimi abbonati.

La nuova rimodulazione dei prezzi prevista da TIM quindi non va ad impattare su tutta la platea del gestore, quanto piuttosto su quegli abbonati che fanno fronte al loro piano tariffario per i consumi quotidiani. La strategia del provider è quindi molto chiara: spingere all’attivazione di una ricaricabile anche quei clienti che ad oggi hanno sempre evitato un’offerta stabile.

Il cambiamento dei costi di febbraio fa il paio con l’ulteriore rimodulazione delle tariffe che la stessa TIM ha previsto per questa estate. Proprio da giugno, come riportato anche con i nostri approfondimenti, la compagnia ha scelto di aumentare i prezzi per le tariffe Ten Go e SuperGiga 20.