fisco-controlli

La macchina fiscale lavora incessantemente per garantire che le leggi vigenti in materia tributaria vengano rispettate al massimo grado, garantendo allo Stato le entrate attese dai contribuenti.

Eppure, ultimamente si è discusso molto sulle modalità con cui il Fisco sembrerebbe aver avuto un momento di stallo, benché giustificato dal transito verso un nuovo strumento volto a stanare l’evasione fiscale. Da qui, infatti, l’algoritmo introdotto prenderà il nome di Evasometro.

Fisco: approda il nuovo strumento per combattere l’evasione

Assodato il conclamato fallimento del precedente metodo di verifica, chiamato Redditometro, adesso si dovranno passare al setaccio i conti correnti con il nuovo algoritmo, più preciso e funzionale rispetto al suo predecessore.

Che poi, definirlo “nuovo” sarebbe impreciso. Si parla di Evasometro/Risparmiometro (i due nomi si equivalgono) sin dai tempi del Governo Monti, quando ne venne approvato il progetto e si iniziò a predisporre il tutto affinché fosse portato avanti.

Il principio di funzionamento prevedrà una serie di controlli, a partire dai conti dei clienti depositari di somme presso i più maggiori istituti bancari italiani – Unicredit, Intesa Sanpaolo, BNLSi andrà a valutare la congruenza tra redditi dichiarati e depositi sui conti correnti, e laddove si andasse a riscontrare una discrepanza di oltre il 20%, scatterebbero verifiche più approfondite. In tal caso, sarebbe lo stesso contribuente ad essere chiamato in causa per giustificare tale incongruenza.

Si partirà dai redditi guadagnati nell’anno d’imposta 2014, e si andranno ad analizzare, per ciascun cittadino, tutte le possibilità di deposito di denaro a carico del medesimo. Massima attenzione, dunque: l’Evasometro non risparmierà nessuno.