truffa diamanti unicredit sanpaolo

Oltre 19.000 i soggetti che hanno presentato domanda di rimborso o restituzione dei diamanti nell’ambito della frode passata alle cronache come la “truffa dei diamanti“. Gli attori principali di questo raggiro sono state due società di rivendita dei diamanti, la IDB di Milano e la DPI di Roma, che hanno coadiuvato un cospicuo numero di istituti di credito prestatisi a questa operazione per un ritorno economico notevole.

Le banche in questione sono Unicredit, Banco BPM, Intesa Sanpaolo, Banca Aletti e Monte dei Paschi. Questi cinque istituti, che inizialmente dovevano soltanto esporre materiale pubblicitario e informativo fornito dalle due aziende, sono poi divenuti coinvolti attivamente nella truffa.

Il coinvolgimento diretto dipende dal ruolo svolto dalle banche: i consulenti finanziari, infatti, hanno convinto i propri clienti (perlopiù piccoli risparmiatori) a investire nel mercato dei diamanti, considerati un “bene rifugio” per il basso rischio e il cospicuo guadagno. E fin qui sarebbe tutto lecito, se non fosse che le percentuali e i margini di profitto mostrati ai clienti non corrispondevano a dati reali, bensì a valori molto gonfiati rispetto alla media internazionale. Si parlava infatti di un rendimento annuo del 3-4%, ben oltre qualsiasi titolo di Stato.

Leggi anche:  Fisco: arrivano i controlli con l'Evasometro, attenzione ai conti correnti

Perché la truffa dei diamanti non si concluderà in breve tempo

Gli istituti di credito traevano profitto dalle vendite per via di tutti gli adempimenti legali da portare a termine contestualmente all’acquisto da parte del cliente. Tra questi, vi erano stipule di assicurazioni, nonché certificazioni etiche e gemmologiche, insieme ad una percentuale su ogni vendita.

Quello che però sembrava l’epilogo della vicenda, con l’indagine portata avanti dalla Procura di Milano e l’udienza dell’8 aprile in cui le prospettive di risarcimento e restituzione apparivano più rosee, ora si parla di un rinvio delle operazioni al 21 ottobre per le analisi delle istanze, dato l’alto numero di persone coinvolte. Intanto, in queste settimane, sarà ancora possibile presentare richiesta per il risarcimento (qualora non sia stata già presentata), non essendo stato stabilito un limite di tempo per la domanda.