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Si finge ginecologo e sfrutta il proprio ruolo per molestare centinaia di donne al telefono, chiedendo loro dettagli privati e spesso anche intimi per poi arrivare alle videochiamate. E’ l’agghiacciante storia che sta inquietando e sconvolgendo migliaia di utenti, che negli scorsi giorni l’hanno appresa grazie alla coraggiosa denuncia di Noemi De Vitis, una studentessa ventiquattrenne che per prima ha riferito delle molestie subite.

Nell’arco di 24 ore dalla pubblicazione delle storie in cui raccontava dell’angosciante esperienza, oltre 25 donne si sono ritrovate nel suo racconto, riferendo di aver ricevuto chiamate del tutto simili. Un numero che è lievitato fino a raggiungere le 250 vittime stando agli ultimi aggiornamenti, ma che sembra destinato a salire ancora.

Finto ginecologo: cosa è successo a Noemi e alle altre vittime

“Sono stata chiamata da un numero privato” racconta Noemi in una storia pubblicata sul suo profilo Instagram, e ora messa in evidenza. “Quest’uomo dall’altra parte del telefono si è presentato come dott. Francesco Lirante o Licante” riferisce, di cui però “non trovo traccia sui social” e di cui l’ASL locale, contattata successivamente, non sa alcunché.

“Sapeva la mia data e luogo di nascita” continua la studentessa, “e mi ha chiesto se ho fatto delle analisi ginecologiche negli ultimi mesi, per poi avvertirmi di un’infiammazione che non mi era stata comunicata“. Fino a questo punto, Noemi riferisce di non aver avuto alcun sospetto considerando quante informazioni private conoscesse di lei questo medico, e ritenendo pertanto probabile che potesse star dicendo il vero.

Ma qui la questione assume tratti ancor più inquietanti, perché il presunto medico inizia a farle domande sempre più private, giustificandole come funzionali a capire meglio la provenienza di quest’infezione. Arrivando a suggerirle di fare insieme un consulto via Zoom o Hangouts, in cui le chiede di mostrare le proprie parti intime.

Inorridita e infastidita, Noemi rifiuta ma il medico soggiunge che le sarebbero arrivati via mail i moduli per prenotare un pap test. Ed effettivamente li riceve: il giorno seguente le arriva una mail da indirizzi estremamente generici e non ufficiali. In particolare lei cita counselingtricase@yahoo.com e analisiclinichelaboratorio@gmail.com.

Nulla di ciò che è avvenuto in questo iter è legittimo: per quanto plausibile ricevere una chiamata, pur con numero privato, dall’ospedale in cui si sono fatte delle analisi, nessun medico richiederebbe tali informazioni telefonicamente o addirittura un colloquio su Zoom (o qualsiasi altra in questo ambito).

Finto ginecologo, altre donne si riconoscono nella storia di Noemi: partono le denunce

Il coraggio di Noemi nell’esporsi e nel parlare di una vicenda così sconvolgente, al fine di avvisare i propri contatti e follower, ha dato i suoi frutti quando nel corso delle ore le sono arrivati sempre più messaggi di donne che riferivano un’esperienza analoga. In molte, però, avevano scelto di archiviare la spiacevole vicenda senza esporre denuncia. In alcuni casi le donne in questione avevano riagganciato piuttosto velocemente, in altri il finto ginecologo è riuscito a dimostrare una conoscenza così dettagliata degli esami svolti, delle analisi fatte e persino dei problemi ginecologici di ognuna, che risultava difficile non credere alle sue parole.

Assecondare simili richieste potrebbe mettere a rischio l’incolumità delle donne toccate da questi abusi: nel colloquio in video, ad esempio, il maniaco potrebbe acquisire degli screenshot intimi delle proprie vittime, arrivando a ricattarle per non diffonderli.

Noemi ha pertanto invitato tutte le donne che abbiano ricevuto simili molestie a raggrupparsi e a denunciare coralmente, ricordando che il numero per contattare il Centro Anti-Violenza (Cav) della propria zona è 1522.

Nel frattempo ha avviato una call to action per tutti i professionisti che possano supportare lei e le donne vittime di questi abusi, per ricevere aiuto psicologico e legale al fine di smascherare questo cyber-delinquente. L’elenco è contenuto in questo post.

“Tutelatevi, so che avete paura, anche io mi rivolgerò a una psicologa. Solo le vittime sanno cosa significa fare i conti con questo episodio. Soprattutto se si incontra qualcuno che dovrebbe aiutarci e non ci crede, che ci prende in giro, che ci accusa di stupidità, di cercare notorietà, allora abbiamo anche bisogno di assistenza legale e psicologica” conclude Noemi. “Perché non è colpa nostra, per nessun motivo”.