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Sembrava che Biden potesse smorzare le decisioni del suo predecessore, Donald Trump, nei confronti di Huawei. Ma lei non si ferma nemmeno di fronte alle restrizioni dell’America. Contro gli USA il colosso cinese ha pronta la soluzione 5GtoB. Un piano d’azione per attivare 1.000 fabbriche smart in grado di accelerare il processo di industrializzazione cinese. Huawei non si intimorisce proprio davanti a nulla. Ecco tutti i dettagli.

 

Huawei e la sua soluzione 5GtoB per rendere smart 1.000 fabbriche

Huawei sembra proprio essere inarrestabile. In cantiere ha pronta una soluzione che renderà smart oltre 1.000 fabbriche cinesi. Si chiama 5GtoB e accelererà il processo di industrializzazione connessa in Cina.

Solo a inizio mese avevamo parlato di come i lavori in Huawei per un 6G satellitare stavano avanzando a vista d’occhio. Oggi invece vi parliamo di come in sordina con il 5G connetterà oltre 1.000 imprese.

A confermare ciò è Ryan Ding, direttore esecutivo di Huawei: “Dopo più di due anni di test, il 5GtoB ha risolto molti punti critici della tecnologia e dell’ecologia industriale. Convertiremo alcuni dei siti in modelli da replicare su larga scala e collaboreremo con i nostri partner dell’intera filiera industriale per accendere 1.000 fabbriche smart del 5G“.

La Cina vede come indispensabile lo sviluppo di una strategia “5G+ Industrial Internet“. E nonostante le restrizioni ricevute in ambito commerciale dagli Stati Uniti e di conseguenza dalle industrie filo-americane, continua il suo progetto forte della sua esperienza. Huawei, essendo in parte anche statale, segue questa linea e in modo sistematico procede nella realizzazione di quelli che sono gli obbiettivi.

Da quanto pubblicato su Ansa.itsecondo la China Academy of Information and Communications Technology, il Paese ha in fase di sviluppo più di 1.100 progetti “5G+ Industrial Internet”. Questi coprono 22 comparti, tra cui quello del cemento, quello automobilistico, petrolchimico, dell’acciaio, minerario e petrolifero“.

Insomma, certi colossi non riesce a placarli nessuno, nemmeno una superpotenza come l’America.

FONTEAnsa