polmone

Il tumore al polmone rappresenta la prima causa di morte per cancro ed è il responsabile di circa un terzo delle morti per malattie oncologiche nel mondo. Nonostante i significativi progressi condotti nel trattamento e nello studio dei meccanismi molecolari di questa forma di tumore, oggi le opzioni terapeutiche sono un po’ limitate. Ciò, soprattutto se si fa riferimento a quelle forme di tumore al polmone la cui causa va ricercata in mutazioni che coinvolgono il gene K-RAS. Questo gene, o meglio la proteina da esso codificata, viene di fatto definito il “druggable the undruggable” nel senso che non si può creare un farmaco per qualcosa che non può essere colpito.

Uno studio recente, pubblicato sulla celebre rivista scientifica Communications Biology, ha però dimostrato che un nuovo farmaco riesce a diminuire la crescita delle cellule del tumore al polmone in studi preclinici condotti in laboratorio su un modello murino con cancro al polmone del sottotipo molecolare K-RAS mutato. Lo studio in questione riporta la firma di un gruppo di ricerca internazionale che comprende scienziati del Cnr-Itb di Pisa, della Harvard Medical School di Boston e del Cancer Science Institute di Singapore. Nello specifico, i ricercatori hanno messo a punto una innovativa metodologia basata sul sequenziamento dell’RNA su singola cellula che ha consentito loro di individuare l’intero corredo di RNA, chiamato trascrittoma, presente in ciascuna cellula del tumore al polmone.

Verso lo sviluppo di una terapia mirata contro il tumore del polmone

Attraverso i loro esperimenti, essi hanno scoperto l’esistenza di importanti marcatori genici che possono facilitare l’identificazione di cellule del tumore al polmone K-RAS mutato. Non solo, questi stessi marcatori consentono anche di attaccare queste cellule tumorali mediante un nuovo farmaco. Quest’ultimo, in particolare, agisce inibendo l’attività dell’oncogene BMI1. Anche se si tratta di una terapia sperimentale testata solo su modelli murini o su campioni provenienti da pazienti affetti da questa neoplasia, si tratta comunque di un passo avanti importante.

L’obiettivo degli scienziati, infatti, è quello di muoversi sempre più nello sviluppo di una terapia personalizzata non solo per contrastare il tumore del polmone che presenta diversi sottotipi molecolari, ma anche per le altre neoplasie.

FONTECommunications Biology