Una ex dirigente di Cambridge Analytica, società accusata di aver preso i dati di milioni di utenti dalla piattaforma social Facebook, ha recentemente parlato del ruolo del colosso nelle elezioni Presidenziali in cui è stato eletto Donald Trump.

A novembre negli Usa, si terranno le presidenziali tra le più importanti della storia: gli americani decideranno se concedersi altri 5 anni di Trump o se guardare altrove. Scopriamo insieme i dettagli.

 

Brittany Kaiser, ex dirigente di Cambridge Analytica parla di Facebook

Nelle prossime elezioni, comunque andranno, è palese che le piattaforme social daranno un contributo decisivo alla campagna elettorale, come accaduto nel 2016 quando Donald Trump ha battuto Hillary Clinton. Su come è andata quella vicenda sono stati versati fiumi di inchiostro, soprattutto dopo lo scandalo Cambridge Analytica e la scoperta dell’uso di fake news diffuse attraverso internet per orientare il voto.

Le più importanti aziende tecnologiche si sono sempre dette estranee a quanto accaduto. Facebook, Google e Twitter in primis hanno spiegato all’unisono di essere stati strumenti incolpevoli di una campagna elettorale combattuta senza esclusione di colpi. Negli ultimi giorni però stanno sorgendo alcuni dubbi. Nel suo libro, La dittatura dei dati, Brittany Kaiser racconta tutta un’altra storia. Kaiser, che al tempo delle presidenziali del 2016 era una dirigente di Cambridge Analytica, illustra come Google e i social siano stati qualcosa più che un asettico strumento nelle mani di Trump e come abbiano supportato la campagna in modo attivo.

Nel libro viene raccontato come, per esempio, Facebook fornì a Trump un customer service plus, ovvero il servizio clienti avanzato. Keiser infatti scrive: “In seguito, seppi che gli impiegati di Facebook avevano mostrato allo staff della campagna e a quello di Cambridge come aggregare persone con caratteristiche simili, come creare tipi di pubblico personalizzato, e anche come implementare le cosiddette dark ads, ovvero quei contenuti che solo determinate persone vedevano sulla propria bacheca. Probabilmente anche la campagna della Clinton aveva potuto contare su questo tipo di competenze, ma l’assistenza fornita a Trump era imparagonabile, perché gli aveva permesso di usufruire della strumentazione migliore non appena veniva concepita“.

Insomma i big della tecnologia avrebbero dato più che un aiutino a Trump, dobbiamo anche sottolineare che Hillary avrebbe potuto godere di servizi simili, ma rifiutò l’aiuto di Facebook. Col senno di poi però viene da chiedersi se si votasse oggi negli Usa, come andrebbero le cose? . Non ci resta che attendere per scoprire come andranno durante le prossime elezioni.