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Boeing ha recentemente annunciato il primo aereo a propulsione nucleare, battendo sul tempo la concorrente Airbus. L’azienda americana, reduce dai disastri del 737 Max ha deciso di ripulire la sua immagine, fornendo la soluzione per i viaggi del futuro. Nonostante il progetto sia stato depositato già nel 2012, la notizia è stata confermata solo recentemente.

La mossa del produttore americano anticipa quindi il futuro rientro in servizio del suo 737 Max dopo il blocco di 6 mesi avvenuto dopo l’incidente in Etiopia. Parlando in linea teorica il funzionamento dei nuovi velivoli è molto semplice. Un potente laser vaporizza infatti due noti isotopi radioattivi, Deuterio e Trizio. Il processo della reazione, insieme a una percentuale di elio fuoriesce poi dal retro del velivolo.

Boeing: spiegato il funzionamento dei nuovi propulsori

Prima di entrare nei dettagli del nuovo sistema propulsivo, bisogna dire che tutti gli aeromobili necessiteranno di una camera di innesco nucleare. All’interno della stessa avviene l’aggregazione dei protoni che libera una forte energia termica. Questa è poi in grado di vaporizzare gli isotopi già menzionati e alimentare quindi una turbina che tiene attivo il laser.

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Nei documenti depositati nel 2012 si ipotizzano anche una lunga serie di nuove applicazioni per questo tipo di sistema. Molte vedrebbero l’uso dell’Uranio 238 come catalizzatore per compiere anche viaggi nello spazio. Nonostante le belle parole non dobbiamo assolutamente dimenticare la pericolosità del nucleare.

Come successo a Chernobyl nel 1986 piuttosto che poche settimane fa nel poligono di Nenoska, il nucleare può effettivamente essere pericoloso per l’uomo e per il nostro ecosistema. Se un aereo con questo tipo di propulsione dovesse infatti precipitare ci sarebbero importanti conseguenze. Verrebbe infatti liberata nell’aria l’ennesima nube radioattiva, con tutte le problematiche che ne derivano.