smsQuando WhatsApp “non era neppure un pensiero”, quando la chat di Facebook non era stata congegnata per come la conosciamo oggi, e quando Telegram era ancora un miraggio, imperava un’altra forma di comunicazione: gli SMS.

Quante ricariche spese da ragazzi per scrivere al proprio moroso, per darsi appuntamento con gli amici o, in veste più ufficiale, per dare comunicazioni istantanee, brevi e precise (che, in fondo, era il motivo della loro nascita).

L’amore ai tempi dei 160 caratteri, che non bisognava superare se non si voleva rischiare di inviare un SMS di ben due pagine – solo per aver digitato appena qualche sillaba in più. Di quando le abbreviazioni erano essenziali per far entrare più concetti in un unico messaggio.

Questo mondo, che pure sembra ormai così lontano e obsoleto, sembra stia timidamente tornando alla ribalta contro l’avanzata delle nuove tecnologie. Certo, gli SMS non rivivranno i loro anni d’oro, come lo sono stati invece quelli a cavallo tra i ’90 e i 2000. Senza dimenticare quante volte bisognava premere un tasto per trovare la lettera giusta, prima che nel 2005 venisse introdotto il T9.

SMS: come e perché stanno tornando

Ora che per qualsiasi chat o piattaforma serve avere una stabile connessione ad internet, però, gli SMS stanno ritrovando uno spazietto. Nel quotidiano, si collocano senza dubbio in quella zona grigia data dall’assenza di connessione (o perché sono esauriti i GB previsti dal piano, o perché non c’è campo nemmeno per il 3G). Ma al di là dell’uso nel “privato”, essi trovano ancora spazio nella pianificazione d’impresa industriale, nelle strategie di marketing a diversi livelli (si pensi agli sms promozionali e agli alert per l’inizio dei saldi), nonché nella stessa attivazione di alcuni servizi online.

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Se si attiva l’autenticazione a due fattori su Facebook, ad esempio, il secondo step dopo la password consiste proprio nell’inserimento di un codice univoco inviato all’interessato tramite SMS. Così funziona anche per il primo login su Telegram, per il recupero password di Google e per altri servizi simili. Anche le stesse società di telecomunicazioni utilizzano Short Message Service come via preferenziale di comunicazione unidirezionale verso il cliente. Quest’ultima ha permesso in parte di ritrovare la vocazione ancestrale degli SMS: i primi dispositivi, infatti, erano abilitati all’esclusiva ricezione di messaggi proprio perché si presupponeva arrivassero sempre dal gestore telefonico. Servivano per dare informazioni sulle chiamate in entrata e in uscita, sulla segreteria telefonica e sul costo di ciascuna chiamata.

Un’altra applicazione degna di nota, infine, riguarda gli impianti di teleallarme GSM. Essi infatti notificano attività insolite direttamente al telefono del proprietario con un SMS, fungendo così da antifurto.