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La grande G è nata nel 1998 e quest’anno ha compiuto 20 anni, doveva essere un anno di festa, un anno di sorprese e invece è risultato essere abbastanza mediocre, in molto suoi aspetti. Sarebbe addirittura da considerare negativo se non fosse che comunque ogni giorno praticamente tutti noi sfruttiamo proprio un servizio di Google e a meno di errori clamorosi e di proporzioni mai viste finora, così sarà per molto tempo ancora.

L’anniversario della compagnia non è solo l’unico che è ricorso quest’anno. Ce ne sono altri due ovvero il decimo anniversario di Chrome e anche il decimo nel nostro amato sistema operativo Android. Lasciando perdere il browser, Android 9 Pie non è stata esattamente la versione che tutti si aspettavano e anche in questo caso niente alti, ma alla fine niente bassi. Alla fine sono arrivati anche i nuovi Pixel, gli smartphone di terza generazione dopo la serie Nexus i quali non sono per niente riusciti a conquistare il pubblico e questo lo si era evinto ancor prima dell’annuncio ufficiale.

Sparizione dei servizi minori

Google è un gigante in fatto di servizi, ma in questo anno ne sono stati messi a tacere e altri lo faranno nei prossimi anni. Di sicuro quello che ha fatto più notizia è la chiusura del Social Network Google Plus il che è quasi paradossale visto che non importava praticamente a nessuno. Un’altra chiusura dolorosa per altri motivi e non per l’uso è quello dell’applicazione di messaggistica Allo mentre sappiamo che l’anno prossimo anche Hangout chiuderà i battenti.

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Un altro punto dolente è YouTube. Dal praticamente fallimento di YouTube Red si è passati alla versione Music, una sorta di tentativo di competere con Spotify e Apple Music e fin qui ok. Il problema principale della piattaforma è da collegarsi ai creatori di contenuti che non sono soddisfatti di certi trattamenti con la demonetizzazione dei video. D’altro canto abbiamo gli utenti che non sembrano più a loro agio e il culmine è arrivato con l’annuale Rewind in meno di una settimana è diventato il video con più dislike in assoluto.

Ad aggiungersi c’è il discorso dei dipendenti della stessa compagnia i quali hanno protestato più volte con delle scelte non in linea fatte dalla dirigenza come il progetto Dragonfly ovvero creare un motore di ricerca censurato dedicato alla Cina; prima di questo c’era la malvista partnership con il Pentagono. Per finire l’anno invece il CEO di Google ha dovuto spiegare alcune cose al congresso statunitense, un po’ come Zuckerberg.

Insomma, un disastroso, ma come detto tutti usiamo i servizi di Google quindi non ci si può lamentare più di tanto.