Marte acqua salata
Acqua salata su Marte

Acqua salata su Marte. E, forse, il mistero è stato risolto. Per oltre un secolo, la ricerca della vita sul pianeta rosso è stata una dei più grandi misteri dell’umanità. Per un pianeta percepito come troppo ostile per supportare qualsiasi forma di vita, la possibilità che la Nasa oggi rende pubblica cambia le carte in tavola.

Si attendeva per oggi un annuncio ufficiale da parte della Nasa. E, questo, non ha tardato ad arrivare. L’agenzia spaziale americana, dunque, ha svelato una scoperta scientifica che potrebbe essere definita, a ragione, con la stessa espressione con la quale già è stata etichettata: “il mistero di Marte“. L’annuncio arriva tre giorni dopo che lo stesso ente aveva annunciato che una “grande scoperta scientifica era stata fatta“, seguito su Twitter dal cinguettio “il mistero di Marte è stato risolto“.

Ciò ha scatenato una notevole frenesia tra gli appassionati sparsi per il mondo. Sui social media, inoltre, la speculazione riguardante il mistero di Marte ruotava attorno al possibile incontro con alieni o altre forme di vita. E tutto in concomitanza con l’uscita al cinema del nuovo film che vede protagonista Matt Damon, il cui titolo The Martian è già tutto un programma.

La comunità scientifica sostiene che la Nasa presto annuncerà la scoperta di una fonte di acqua a flusso libero, rilevata sulla superficie di Marte non molto tempo fa. Una scoperta che potrebbe cambiare per sempre il modo in cui gli esseri umani considerano questo pianeta ostile. “Cambia tutto. Perché significa che questa acqua liquida potrebbe essere utilizzata per l’irrigazione, o come acqua potabile e anche combustibile per i razzi“, ha dichiarato Michio Kaku, collaboratore scientifico e professore di fisica presso il City College di New York.

Il fascino che Marte esercita sul pubblico, comunque, e soprattutto da quando la Nasa ha nel rover Curiosity un reporter esclusivo che invia continuamente le immagini del paesaggio marziano, cresce senza sosta. Ma, sempre secondo il professor Kaku, è con questa notizia che la Nasa potrebbe avere il suo “jackpot”.

Gli scienziati, infatti, da decenni esplorano Marte alla ricerca di tracce di acqua. La maggior parte di questa, però, si troverebbe intrappolata molto al di sotto della superficie marziana e, quindi, inaccessibile agli esploratori umani. La scoperta di una fonte d’acqua a flusso libero sul pianeta pianeta, definita da Kaku il “Santo Graal” della scienza planetaria, significa che una missione umana su Marte potrebbe presto avere avvio.

Questo annuncio potenziale è grande. Davvero grande. Perché aumenta notevolmente la possibilità che ci possa essere, ad esempio, vita microbica su Marte“, chiude il professor Kaku. “E se c’è vita microbica, chissà cos’altro può esistere su Marte! Quindi, questa scoperta è un game-changer (un’inversione di rotta, N.d.T.). Cambia l’intero panorama scientifico“.