Molto presto nel mondo del cinema vedremo l’arrivo di uno dei film più attesi probabilmente di tutto il panorama, stiamo ovviamente parlando di Matrix: Resurrections, l’attesissimo quarto capitolo della saga che, si caricherà dell’onere di portare avanti una saga che ha conquistato tutto il mondo del cinema con un Keanu Reeves che ha visto così arrivare la sua enorme popolarità.

La data fissata è il primo Gennaio del 2022, nel frattempo ovviamente la casa produttrice si sta occupando di mantenere alto l’hype con i trailers, ed ecco appunto che ha pensato bene di rilasciare prima del periodo natalizio un nuovo teaser, che mostra ancora maggiormente quale sarà la natura vera del film.

 

Cosa emerge dal trailer

Ovviamente il dubbio su cui si interrogano tutti riguarda la possibile riuscita del film, sperando si tratti di un degno capitolo e non di un infruttuoso tentativo di farla risorgere, ecco dunque perchè la produzione sta cercando seppur con evidenti limitazioni, di mostrare quanto sarà magnifico il nuovo capitolo.

Il trailer sostanzialmente centra quanto dichiarato in precedenza dalla regista Wachowsky, la quale appunto ci aveva precedentemente anticipato che il prossimo capitolo sarà un ritorno alle origini, nel trailer infatti si inizia con uno degli elementi più iconici della saga, che apre però alle nuove avventure, il gatto nero, che nel primo capitolo venne così commentato da Trinity: Un déjà-vu è un’imperfezione di Matrix, capita quando cambiano qualcosa, dettaglio che poi darà inizio a una probabile serie di cambiamenti che porterà la saga al suo svolgersi, riportando tra noi i nostri vecchi eroi in quello che sarà un dualismo di rinascita caratterizzato da elementi nuovi legati a quelli del passato, come appunto viene anche mostrato nel trailer.

Ovviamente tutti si domandano come potranno vecchi elementi dare vita a qualcosa di nuovo, un dettaglio che però viene preso di petto da alcune metafore nel trailer che aprono a scenari quasi intriganti, alcune citazioni lasciano infatti con curiosità: perché usare il vecchio codice per creare qualcosa di nuovo? Un’altra risponde: forse questa non è la storia che pensiamo che sia.