carenza-chip-cina-accumulando-semiconduttoriOrmai è risaputo che la mancata produzione di nuovi chip stia causando dei rallentamenti nella produzione di nuove PS5 – e non solo. I prodotti e i settori colpiti sono più del previsto.

L’intero pianeta sta attualmente affrontando una grave carenza di chip derivante da una combinazione di fattori tra cui la guerra commerciale USA-Cina e la pandemia del COVID-19. Inoltre, la siccità a Taiwan – sede del più grande produttore di semiconduttori al mondo. I CEO di Intel e della Taiwan Semiconductor Manufacturing Company (TSMC) ritengono che queste problematiche potrebbero persistere fino al 2023.

La riduzione generale della domanda che ha colpito i semiconduttori è stata contrastata dalla crescita della domanda per laptop e console per videogiochi. Infatti, le persone sono spesso in casa per lavoro, studio, nuovi hobby o semplicemente per rispettare i vari lockdown. Persino fabbriche che solitamente producono chip per auto sono passati alla produzione di chipset per smartphone e altri prodotti elettronici di consumo più richiesti.

Produzione di più chip del dovuto quasi impossibile, continuano a scarseggiare le risorse necessarie

La situazione è cambiata in seguito alla prima ondata della pandemia. Le automobili sono tornate di nuovo in voga, anche se non raggiungendo i livelli pre-covid. Le aziende impegnate a soddisfare la richiesta di chip per altri prodotti hanno dovuto intensificare ancora una volta i lavori anche per le auto. La produzione di chip richiede molta acqua, per questo anche la siccità è un problema a sua volta. Sono necessarie tonnellate e tonnellate di acqua al giorno.

Secondo Gelsinger i produttori possono adottare alcune misure a breve termine, ma una soluzione completa richiederà molto più tempo. Il 12% della produzione mondiale di chip avviene negli Stati Uniti. Per questo gli USA stanno convincendo TSMC a costruire una fabbrica di chip da 12 miliardi di dollari sulle proprie coste. Tuttavia, ci vorrebbero diversi anni. Il Washington Post ha riferito che l’amministrazione Biden propone di spendere 50 miliardi di dollari per sovvenzionare gli impianti di produzione di chip nel Paese. Anche se, il vero obiettivo potrebbe essere competere con la concorrenza, a discapito della reale esigenza attuale.