LG

Si parla di una perdita pari a 4,5 miliardi di dollari in 5 anni. Questo è stato il motivo che ha portato LG a decidere di recidere uno dei suoi rami che non portava più frutti. A nulla sono valsi i tentativi di vendere la divisione smartphone.

Ecco perché, secondo alcune indiscrezioni provenienti dalla Corea, sembra ormai imminente la chiusura di LG. L’azienda presto sarà costretta a dire addio al ramo produttivo degli smartphone.

 

Mai più smartphone LG: un’altra brutta notizia nel 2021

Altra brutta notizia da mandare giù in questo 2021 che sembra proprio non essere partito bene nonostante tutte le buone intenzioni. Mai più smartphone LG usciranno sul mercato, questo ramo produttivo sarà chiuso per sempre.

Purtroppo per LG non sono andati a buon fine i tentativi di vendere la divisione produttiva di smartphone. Prima ancora di arrivare a questa decisione l’azienda coreana aveva cercato di intraprendere la strada di una ristrutturazione completa della fabbrica e dei suoi obbiettivi. Tuttavia nulla è valso e l’ultima opzione rimasta è la chiusura definitiva.

Non mancano sicuramente affezionati increduli nell’apprendere la notizia. Anche perché LG è sempre stata coraggiosa nel mondo degli smartphone. Alquanto creativa fu lei ad uscire con il primo cellulare a schermo 21:9. Criticata e blasonata aveva invece introdotto ciò che oggi è lo standard. Senza parlare della comodità dei suoi blocco schermo e dello scroll posto in concomitanza con il lettore di impronte digitali.

Insomma LG si è sempre difesa nel mondo degli smartphone, ma forse non è mai riuscita a sfondare con modelli davvero accattivanti e competitivi sotto diversi aspetti. Potenza e leggerezza, versatilità e UI. Ultimamente la direzione presa portava l’azienda a colpire l’aria e non a centrare il bersaglio. Inutile il tentativo di uscire con LG Wing, lo smartphone con doppio schermo in grado di ruotare di 90 gradi.

In conclusione nonostante tecnologia e innovazione fossero gli elementi che hanno contraddistinto LG, oggi la loro fetta di mercato è scesa al 2%. Non basta per giustificare il mantenimento di una filiera produttiva che non rende più.

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