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La grave crisi economica conseguente alle pur necessarie misure per il contenimento del contagio da Covid ha portato una situazione di instabilità economica per moltissimi cittadini e numerose famiglie.

Nonostante le misure prese fino ad ora, però, uno spettro si aggira nelle paure degli italiani, e si chiama tassa patrimoniale: pensata da molti e millantata soprattutto dai banchi dell’opposizione, l’incubo di una tassa sui conti correnti aleggia ancora fra i pensieri di molti cittadini.

Una vera e propria Virus Tax, pensata qualche mese fa per iniziare a ripagare le spese derivanti dall’incedere della pandemia nel nostro Paese. Ma si tratta di una prospettiva non contemplata concretamente dal Governo, e che non aiuterebbe nessuno. Vi spieghiamo il perché.

Patrimoniale, paura per la tassa sui conti: quanto servirebbe una misura simile?

Come accennato pocanzi, una strategia economica basata sul gravare ulteriormente su contribuenti già molto provati dalla situazione presente non paga.

Di fatto, una patrimoniale andrebbe ad intaccare sicuramente il capitale dei più abbienti, ma proprio per questo essi sarebbero indotti a delocalizzare il proprio patrimonio piuttosto che tenerlo o investirlo in Italia, scaricando il peso di questa misura direttamente sulla fascia medio-bassa della popolazione. L’unica che ne risentirebbe pesantemente.

Non servirebbe, quindi, a recuperare denaro: sarebbe addirittura controproducente, scoraggiando le grandi società a detenere parte del proprio patrimonio nel nostro Paese. E in un momento così delicato, non possiamo perdere credibilità nei confronti di chi può consentire un rilancio dell’economia laddove il sostrato delle fasce più deboli apportasse un contributo inferiore.