Questo 2020 ha visto tra i veri temi che lo hanno caratterizzato quello legato all’ecologia e alla mobilità green spiccare decisamente sugli altri e diventare quasi un questione di vitale importanza (forse già lo era), il Governo ha infatti lanciato una corposa campagna di incentivi per favorire l’acquisto di veicoli elettrici o comunque meno inquinanti poichè basati sullo standard Euro 6.

Ovviamente di grande centralità sono state le auto elettriche, le quali hanno acquisito molta notorietà e popolarità grazie al pool di affidabilità accostata ad efficienza che le caratterizzano, di certo un primo passo fondamentale verso un futuro più ecosostenibile.

Ciò che molti non sanno però è che le vetture a batteria non sono le uniche automobili sostenibili esistenti, infatti anche le vetture a idrogeno possono fare da candidati perfetti a sostituire le attuali vetture a combustibile fossile, la combustione dell’idrogeno infatti genera tutta la potenza necessaria e invece di rilasciare CO2 rilascia della semplicissima acqua.

Nonostante gli indubbi vantaggi però, le auto a idrogeno sono ancora molto poco presenti e poco conosciute, c’è quasi un alone di ignoranza attorno al tema, vediamo di fare n po’ di chiarezza.

Chiariamo i punti fondamentali

Ovviamente partiamo con lo spiegare come funzionano le auto a idrogeno, esse sostanzialmente sfruttano una locomozione basata su un motore elettrico, la differenza sta nel fatto che esse non prelevano l’energia da una batteria bensì hanno un motore a idrogeno che la produce, sono autonome in parole povere.

L’idrogeno va quindi incontro ad una reazione che alimenta il motore elettrico, la corrente può infatti prendere due strade, andare a soddisfare le necessità del motore per il movimento, oppure finire in un piccolo accumulatore intermedio che in caso di necessità convoglierà la corrente dove richiesta.

I vantaggi sono molteplici indubbiamente, infatti un automobilista godrebbe di tutte le caratteristiche di una vettura elettrica senza però il fastidio dei lunghi tempi di ricarica, il serbatoio di idrogeno infatti ci mette pochi minuti a riempirsi di gas e garantisce una maggiore autonomia rispetto alle batteria, la cui efficienza tra l’altro peggiora col freddo.

L’unico vero svantaggio non sta tanto all’interno dell’automobile bensì fuori, infatti il mondo non è ancora pronto per l’idrogeno, le stazioni che lo distribuiscono sono veramente limitate, arriviamo a 90 in Germania, 40 negli USA e in Italia addirittura solo 3, una rarefazione che ovviamente influisce molto negativamente sulla domanda.

A influire negativamente ci pensa anche il prezzo, infatti una vettura a idrogenioni costa all’incirca 70.000 euro, quasi il doppio rispetto alla controparte elettrica, questo poichè si tratta ancora di una tecnologia immatura e che non ha una corposo e concreto seguito alle spalle, fattore che rendendo dunque la produzione molto capillare fa lievitare il prezzo sensibilmente.