La copertura del 5G non trova relazione con la diffusione del COVID-19

In tanti hanno avuto l'ardire di correlare la diffusione delle antenne 5G all'esplosione della pandemia su scala globale del Coronavirus, ma le mappe smentiscono il tutto.

5G coronavirus

In queste settimane è assurdo pensarlo ma accade davvero: in tanti hanno avuto l’ardire di correlare la diffusione delle antenne 5G all’esplosione della pandemia su scala globale del Coronavirus. Ma l’assurdità è insita proprio in fieri, poiché se complottisti e diffusori di bufale avessero mai controllato le mappe di copertura del 5G in Italia si sarebbero accorti di aver creato una fake news debole.

Esercizio che purtroppo non fanno neanche i creduloni, quando le antenne attive sono talmente poche sul territorio italiano da renderle inefficaci a qualsiasi operazione contagio. Eppure lo stato dei fatti è che le fake news girano sul web e sui social network senza sosta, tanto da generare dei fenomeni di vandalismo contro le antenne.

 

La copertura del 5G e la diffusione dei contagi da COVID-19

Dunque ci sono dei siti ad hoc per verificare le coperture di tutti i tipi di rete mobile, ma non pensate che siano informazioni tenute segrete visto che le abbiamo prese da siti pubblici. I dati riportati sono abbastanza precisi, anche se non scendono in profondità sui comuni e non tengono conto dei siti dove sono in corso le installazioni.

Dunque, al netto della mappa delle antenne 5G ecco il confronto con le carte e le tabelle dei contagi del Coronavirus in Italia. Sarebbe il caso di guardarle con attenzione, ma che lo facessero soprattutto quelli che gettano benzina sul fuoco e quelli che sono pronti a portare materiale da bruciare. A Bergamo, dove è esplosa la pandemia, di antenne 5G effettivamente funzionanti ce ne sono 4, né più né meno delle altre città più colpite d’Italia.

In più il quadro viene completato da moltissime città che hanno registrato un numero alto di contagi e deceduti senza alcuna antenna 5G nelle vicinanze. Dunque, liberi di credere a chi volete, ma non fatevi prendere per il naso. Nel 2020 la verifica delle fonti dovrebbe essere diventato un esercizio semplice da eseguire, ma se volete dar credito allora potete continuare a spegnere il cervello.