IPTV appIPTV è un acronimo che tutti noi abbiamo conosciuto da qualche anno a questa parte. Spesso il termine viene associato alla pirateria dei servizi streaming. Era così molti anni fa e continua ad esserlo ancora oggi con l’aggravante di sistemi sempre più sofisticati difficili da sgominare.

La sezione reati informatici della Guardia di Finanza è impegnata ogni giorno nell’individuazione delle reti di trasmissione nascoste che fanno gola agli amanti del cosiddetto “pezzotto“. Tale terminologia, divenuta ormai di uso comune, è usata per indicare l’acquisto di più pacchetti ad una frazione irrisoria del reale prezzo di vendita dei singoli abbonamenti.

Ne va di conseguenza che chi si trova nel giro riesca ad ottenere Netflix, Now, TV, Infinity, Prime Video, DAZN e tutte le altre piattaforma per qualche centone all’anno. Tutto questo è assolutamente illegale tanto che si arriva non solo alle multe ma anche alla reclusione ed ultimamente al sequestro preventivo dei dispositivi in uso per le sopracitate piattaforme. I rischi sono alti. Ecco cosa è successo ultimamente e cosa conviene fare.

 

IPTV addio: paghi multa, sconti il carcere e ti prendono anche il telefono

Chi ha usato i canali IPTV anche solo per provare corre un grave pericolo. Le conseguenze sono state circoscritte alla fine del paragrafo precedente ma sono in molti a non rendersi conto di scadere nell’illecito. Utilizzare queste piattaforme secondo i criteri sopra ascritti equivale a furto e violazione del copyright.

L’amministratore delegato della Lega Serie A ha voluto rilasciare una sua dichiarazione a proposito di tale comportamento criminoso. Nella nota si legge:

“Per fortuna viviamo in un paese civile, in cui chi sbaglia paga. Complimenti alla Guardia di Finanza e all’Autorità giudiziaria per il grande risultato conseguito con questa operazione – ha dichiarato De Siervo, ad della Lega Serie A. Da mesi La Lega Serie A ha dichiarato guerra alla pirateria perché è un fenomeno criminale alimentato spesso da utenti inconsapevoli del reato che stanno commettendo e delle gravi conseguenze cui vanno incontro. Oggi, per la prima volta, sono stati denunciati oltre duecento consumatori finali, questo fatto rappresenta una svolta epocale nella lotta contro questa piaga, a tutela di tutti i club e dei tifosi che onestamente si abbonano per seguire le partite del nostro campionato”