Da quando il coronavirus è stato dichiarato pandemia a livello globale, diversi problemi hanno cominciato a presentarsi davanti ai cittadini di tutto il  pianeta. La quarantena imposta all’Italia per esempio, sta mettendo a dura prova i cittadini del bel Paese.

Il pensiero ricorrente IoRestoaCasa, sta costringendo milioni di persone alla quasi totale reclusione. E come era facile prevedere, in un momento in cui i rapporti personali sono stati drasticamente interrotti, la tecnologia viene in soccorso. Puntualmente, infatti, gli Italiani hanno intensificato a dismisura le videochiamate tramite Whatsapp, a tal punto da destare notevole preoccupazione nel proprietario in persona; Mark Zuckerberg.

Lo storico proprietario di Facebook infatti, ha dichiarato che attualmente i server stanno riscontrando un volume di traffico altissimo, uguale solo ai momenti di picco più significativi che, generalmente, si riscontrano a capodanno.

 

Per ora i server reggono, ma se le restrizioni si estenderanno a tutto il pianeta sarà un grosso problema.

 

Come specificato da Zuckerberg, ora i livelli di utilizzo dei server per videochiamare sono molto alti ma tutto sommato gestibili. Il timore del CEO di Facebook è l’evolversi dell’emergenza coronavirus.

Per ora le restrizioni più significative sono presenti soprattutto in Italia ma, da quanto si evince da voci ufficiali, altri paesi si stanno preparando a copiare l’Italia, in quella che si preannuncia una quarantena diffusa in tantissimi paesi del mondo. A questo punto, considerando che si potrebbe oltrepassare il miliardo di utenti costretti a casa, e immaginando che tutti possano usare la videochiamata Whatsapp per parlare guardando negli occhi amici e parenti, i server collasserebbero inevitabilmente.

Per questo Zuckerberg ha messo a lavoro i propri tecnici, esperti e ingegneri, cercando di potenziare i server nel più breve tempo possibile. Nella sua intervista il Signor Zuckerberg ha paragonato i picchi derivati dalle videochiamate alla stessa intensità che si ottiene a capodanno.

Il paragone evoca una gioia avvenuta pochi mesi fa ma che sembra lontana anni luce. Soprattutto in questo momento, in cui i festeggiamenti, sembrano un’irraggiungibile chimera per gli abitanti di questo pianeta.

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