mwc-2020-lg-zteIl diretto organizzatore del Mobile World Congress di Barcellona (alias MWC 2020), GSMA, si riunirà venerdì per valutare il possibile annullamento di tutta la fiera. L’idea è nata in seguito al fuggi fuggi generale delle principali grandi aziende dell’elettronica, proprio per il timore della diffusione del CoronaVirus anche nelle sale del congresso.

Per lungo tempo la fiera non è mai stata messa in discussione, anche il 9 febbraio la stessa GSMA aveva pubblicato uno statement in cui annunciava che tutto si sarebbe svolto secondo i piani, con le dovute e giuste precauzioni per evitare la diffusione del virus, nonché proprio per tranquillizzare le aziende che si sarebbero messe in moto per inviare i propri dipendenti alla fiera.

 

MWC 2020 e Coronavirus: le cancellazioni sono tantissime

Ad oggi, martedì 11 febbraio, sono oltre le società che hanno annunciato di non voler partecipare al MWC 2020: LG, Ericsson, NVIDIA, AmazonSony, Gigaset, Vivo,  Umidigi e per ultima Intel (senza dimenticare anche Asus).

Le istituzioni stanno facendo di tutto per limitare le perdite, il danno d’immagine, e sopratutto economico sarebbe immenso per Barcellona stessa. Il Gremi Hotels della città, infatti, già lo scorso lunedì aveva annunciato di aver registrato tantissime cancellazioni nelle prenotazioni di camere, sebbene la situazione antistante ai ritiri non fosse ancora così preoccupante come oggi.

In una intervista a RAC1, il ricercatore Oriol Mitjà ha sostenuto che il MWC 2020 debba assolutamente essere rinviato per evitare la trasmissione locale del Coronavirus, in quanto esisterebbe la probabilità di un 20/30% di andare a creare un focolaio. “Basterebbero 3 infezioni”, continua, “per aumentare la probabilità addirittura al 50%, sebbene comunque la mortalità al di fuori della Cina sia pari a solo lo 0,2%“. 

Per concludere il suo messaggio “allarmistico”, lo stesso ritiene che il controllo della temperatura (febbre) negli aeroporti potrebbe essere addirittura inefficace per evitare la diffusione del virus. Non ci resta che attendere venerdì per ascoltare la decisione di GSMA.