A breve la connessione 5G diverrà realtà in moltissime città italiane. L’innovazione portata da questa connessione determinerà un cambiamento radicale nel modo di intendere le telecomunicazioni e le potenzialità di questa rete, che si presterà agli utilizzi più disparati. Dall’IoT all’automotive, passando attraverso le applicazioni nelle realtà industriali e cittadine con le Smart Cities.

Per dare avvio ad un progetto di così ampio respiro, però, gli operatori hanno dovuto sborsare cifre notevoli. E se questa definizione generica della spesa potrebbe non rendere giustizia all’investimento fatto, dire che complessivamente hanno speso 6,5 miliardi di euro per le infrastrutture e l’attivazione delle reti renderebbe decisamente meglio l’idea.

La volontà legittima delle società, dunque, sarebbe quella di recuperare appieno il denaro profuso in questo progetto, oltre a ricavarne naturalmente degli utili. E come fare?

Senza dubbio le rimodulazioni apportate a numerose offerte Tim, Wind, 3, Vodafone e Fastweb in questi mesi porteranno giovamento alle tasche degli operatori. Ma questo provvedimento non risulta sufficiente ad intraprendere la direzione desiderata dagli operatori, che pertanto potrebbero ricorrere a misure più drastiche.

3G: la disattivazione potrebbe essere imminente

Una delle possibilità più tangibili corrisponderebbe alla disattivazione delle reti 3G, ritenute al momento obsolete rispetto alla direzione futura delle telecomunicazioni. Benché alcune aree non risultino attualmente fornite dalla connessione 4G, probabilmente si procederebbe ad un’estensione della copertura 4G prima di avviare lo switch off.

Si tratta comunque di un’eventualità ben distante nel tempo, nonostante sia senza dubbio contemplata tra le soluzioni più efficaci, perché consentirebbe di tagliare i costi per il sostentamento di una rete che non ha più futuro.