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Lo scorso mese, alcuni ricercatori di sicurezza informatica che fanno capo al Project Zero di Google si sono accorti che un gran numero di iPhone erano a rischio di essere infettati da malware. Questo rischio nasceva dal fatto che diversi siti, che erano stati hackerati in precedenza, prendevano di mira i prodotti di Apple. Bastava una visita su uno dei siti compromessi per vedersi infettare il dispositivo da un software.

Gli iPhone presi di mira erano quelli che possedevano una versione di iOS dalla 10 alla 12, quindi la maggior parte di quelli presenti attualmente sul mercato. L’intervento di Google ha di fatto salvato molti utenti da una situazione indesiderata, ma Apple non l’ha presa bene. Considerando i presupposti, il team di sicurezza aveva descritto il tutto come un problema di massa, enorme, mentre per la società con sede a Cupertino il rischio era circoscritto ad una comunità di persone che vivevano in Cina.

 

Google e Apple: una questione di immagine

Un altro punto in cui i due colossi sono in disaccordo è la durata di questo “attacco”. Secondo Google il tutto andava avanti da ben due anni, e questo spiega perché anche i dispositivi con iOS 10 erano a rischio, mentre per Apple erano solo due mesi. In ogni caso se anche questo rischio è stato sventato, Project Zero è al lavoro per cercare altri possibili rischi per i dispositivi.

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Il motivo per cui Apple non ha preso bene le dichiarazioni dei Google sono facilmente comprensibili e forse non condivisibili. Apple ha da sempre puntato molto a livello di marketing sul fatto che i propri dispositivi e servizi erano più sicuri rispetto alla concorrenza, rispetto ad Android. Uno degli esempi più lampanti è la pubblicità degli iPhone dipinta su un palazzo che dava sul CES di Las Vegas. “Quello che succede sugli iPhone, rimane sugli iPhone“, una dichiarazione alquanto presuntuosa al netto di tutto.