traffico satelliti in orbita esa e spacex

L’orbita terrestre bassa è una zona dove sfrecciano i numerosi satelliti di servizio delle varie agenzia spaziali e degli enti privati. Come è prevedibile, l’aumento di questi vettori in orbita sta creando dei veri e propri problemi di traffico, con la differenza che le velocità a cui vanno questi oggetti sono nell’ordine delle migliaia di Km/h.

Pertanto le collisioni tra satelliti non sono più così rare, tanto che l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) è stata costretta a deviare il proprio Aeolus con una manovra repentina per evitare lo scontro. Infatti uno dei 60 piccoli satelliti Starlink lanciati da SpaceX, in particolare il numero 44, era nella stessa traiettoria del satellite dell’ESA. L’episodio costringe le varie agenzie spaziali e gli enti privati a ripensare la necessità di stabilire dei protocolli d’azione per gestire il traffico ed evitare collisioni da milioni di dollari di danni.

 

Satelliti ESA e SpaceX rischiano l’impatto

Al momento non ci sono regole di comportamento condivise per simili eventi ma è molto probabile che il numero di satelliti in orbita bassa aumenterà in futuro, rendendo necessario affidare a delle intelligenze artificiali la gestione del traffico. Le IA potranno eseguire milioni di calcoli contemporaneamente per evitare le probabilità di scontri, o comunque attivare automaticamente i razzi di emergenza.

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Secondo le stime, il rischio di collisione nell’orbita bassa attualmente è salito a 1 su 1.000, cioè dieci volte superiore alla soglia minima per cui i protocolli prevedono di attuare operazioni preventive.

Tuttavia è curioso il racconto dell’accaduto di Holger Krag, capo dell’ufficio per i detriti spaziali dell’ESA, il quale ricorda che SpaceX non ha voluto intervenire per tempo, lasciando all’ESA il compito di evitare l’impatto. La compagnia di Elon Musk ha invece sostenuto la tesi secondo cui i loro sistemi di comunicazione erano in guasto.