chernobylChernobyl è passata alla storia come zona d’ombra più buia e malsana dell’interno pianeta. Dopo l’incidente nucleare del 1986 l’area è stata sgombrata e cementata allo scopo di confinare le radiazioni entro un delimitato perimetro. Con le nuove informazioni in nostro possesso la paura viene nuovamente incentivata da uno scenario triste ed invivibile. La furia distruttiva dell’energia chimica lascia una scia di morte e devastazione irrecuperabile.

 

Chernobyl è ancora pericolosa: l’analisi dei droni rivela nuovi particolare shock

Gli addetti ai lavori hanno isolato l’area attorno alla cittadine ucraina realizzando la cosiddetta cupola di contenimento. Individuata geograficamente nell’area del Reattore 4, ha contato sull’utilizzo di oltre 400.000 metri cubi di cemento e 7200 tonnellate di acciaio. Sarebbero dovuti servire a mantenere la zona sicura. Ma tutto potrebbe essere stato vano dopo le ultime scoperte.

La SSE Chernobyl NPP – incaricata della supervisione attiva della zona – ha messo in piedi una nuova questione dopo l’analisi per imaging dei droni. Il mapping laser del perimetro ha portato alla luce nuovi risvolti per quel che riguarda la radiazioni. L’analisi dello spettrometro a raggi gamma ha sancito la pericolosità degli elementi in zona.

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Il percorso degli aeromobili a pilotaggio assistito ha previsto la partenza dal villaggio di Buriakivka. Da qui è iniziato un tracciato di 13 Km fino alla zona della Foresta Rossa. Tale area, distante meno di un chilometro dall’epicentro dell’incidente, è stata così denominata a causa degli effetti della deflagrazione che ha diffuso sostanze tossiche nell’atmosfera circostante. Dal verde al rosso, per uno scenario che dipinge una scena in cui il picco della radioattività non concede alito di vita. Le cosa vanno peggio del previsto per una situazione che sembra ormai irrecuperabile.