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Nonostante la vita su Marte non sia ancora stata trovata in concreto, gli scienziati di tutto il mondo ripongono le loro speranze sulle tracce di gas metano trovate sul pianeta. A tal proposito, un team di ricercatori della Aarhus University ha condotto uno studio sui possibili meccanismi che portano alla scomparsa del metano dall’atmosfera di Marte, oltre alle sue ricomparse.

Le cause della creazione di questo gas possono risiedere nei processi inorgacini e sia nella produzione biologica da parte di microbi. Tuttavia, è anche la scomparsa del metano a far saltare il banco, un fenomeno che non può essere spiegato con la semplice degradazione fotochimica provocata dai raggi UV del Sole.

 

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Nello studio pubblicato sulla rivista scientifica Icarus, i ricercatori della Aarhus University hanno proposto che questo processo potrebbe essere indotto da un fenomeno chiamato “saltation”. In pratica, il vento forte del pianeta applica una erosione, causando la ionizzazione del metano in composti come il metile (CH3), il metilene (CH2) e il carbyne (CH). Utilizzando minerali simili sulla Terra a quelli presenti sul pianeta rosso, il team ha concluso che questo meccanismo potrebbe spiegare in che modo il metano si disperde dall’atmosfera.

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La presenza di questi composti chimici significa essenzialmente che ci sono poche possibilità che la vita possa esistere sulla superficie marziana, sebbene si conosca la presenza passata di batteri. Purtroppo c’è bisogno di future esplorazioni e analisi sul campo, e nel 2020 potremo avere nuove risposte dai rover che saranno lanciati.