Il Garante italiano della Privacy ha sanzionato Facebook per un milione di euro per il caso Cambridge Analytica. Dalle indagini svolte, è emerso che anche 57 italiani avevano scaricato l’app per test psicologici “This is your digital life” che, sfruttando il meccanismo del login via Facebook, ha raccolto i dati di più di 80 milioni di utenti in tutto il mondo, utilizzati poi per manipolare i risultati delle elezioni presidenziali degli Stati uniti nel 2016.

Grazie alla condivisione dei dati degli amici di quelle 57 persone iniziali che hanno utilizzato l’app This is your digital life, questa sarebbe poi arrivata ad accedere alle informazioni di oltre duecentomila utenti, anche se queste non avevano mai scaricato l’applicazione, né erano a conoscenza dello scambio di dati.

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Stando al giudizio del Garante, “la comunicazione di Facebook dei dati all’app This is your digital life è avvenuta in maniera non conforme alla normativa sulla privacy”, anche se “i dati non erano comunque stati trasmessi a Cambridge Analytica”.

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Secondo l’autorità, la comunicazione di Facebook viola gli articoli 13 e 23 e che “il consenso non può ritenersi espressamente, specificamente e liberamente espresso, posto che, nel momento in cui si accedeva all’applicazione attraverso il login di Facebook, agli utenti non veniva lasciata alcuna alternativa rispetto al trasferimento integrale dei dati conferiti a Facebook, ovvero veniva consentito di effettuare solo parziali variazioni, con modalità opt-out, rispetto a scelte già pre-flaggate”.

La sanzione da un milione di euro sarebbe stata calcolata sulla base del vecchio codice della privacy e tiene conto di alcuni parametri: anzitutto, il fatto che Facebook sia in possesso di una banca dati di particolare importanza e dimensioni, e in secondo luogo delle condizioni economiche del Social Network, nonché al numero degli utenti registrati.