truffa ING conto arancio

Permane lo stato di fermo, imposto dalla Procura di Milano, nei confronti della sezione italiana dell’Ing Group olandese. La banca del famosissimo Conto Arancio, infatti, è risultata inadempiente verso alcune norme antiriciclaggio durante i recenti controlli da parte dell’Antitrust.

Pur essendo routinari, accertamenti più approfonditi si erano resi necessari a seguito di una serie di truffe, perpetrate ai danni dei clienti Amazon e Airbnb, da parte di alcuni malfattori. Questi ultimi sfruttavano le falle nel sistema di antiriciclaggio per utilizzare i conti aperti tramite Ing Direct come deposito per i propri traffici illeciti.

Le modalità di messa a segno della truffa

Questi truffatori, perlopiù stranieri, sfruttavano le debolezze nella sicurezza della filiale italiana per far accreditare il denaro proveniente dalla vendita fasulla di alcuni prodotti sui suddetti siti di e-commerce.

Con una scusa, convincevano i clienti a eludere il sistema di pagamento ufficiale dei siti in questione, facendosi accreditare la somma direttamente su questi conti correnti.

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Ad accredito avvenuto, però, i truffatori non spedivano alcuna merce e non affittavano alcuna casa vacanza, pertanto i clienti restavano raggirati e senza alcuna possibilità di appellarsi alla garanzia delle due piattaforme.

Come misura cautelare, quindi, la Procura di Milano ha vietato alla banca del celebre Conto Arancio di consentire nuove sottoscrizioni, almeno fino a che le falle nel sistema antiriciclaggio non saranno completamente risanate.

I dirigenti però si dicono ottimisti sulle tempistiche della riparazione di queste vulnerabilità, che dovrebbero avvenire nel breve periodo. Cosa che, d’altronde, si rende necessaria, se la banca vorrà continuare a garantirsi gli introiti derivanti dalle nuove sottoscrizioni.