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Il New York Times, a quanto pare, è famoso sopratutto per il suo seminterrato. Al suo interno si trovano infatti documenti e informazioni su migliaia di cadaveri, come prova della loro esistenza nel tempo. Definito quasi come un “obitorio“, questo luogo conserva le immagini in un seminterrato sotto l’ufficio di Times Square, dove tutti i documenti sono stipati in armadi e cassetti. Il Times ha collezionato dalle 5 alle 7 milioni di immagini, insieme a informazioni su quando sono state pubblicate e il perché. Ora, questi documenti sono passati tra le mani esperte di Google per permettere la digitalizzazione dell’intera collezione.

L’obitorio contiene immagini risalenti al 19esimo secolo, molte delle quali non esistono in nessun’altra parte del mondo. “E’ un tesoro di documenti deperibili“, afferma Nick Rockwell, chief technology officer della NYT. “Una cronaca inestimabile di non solo la storia del Times, ma di quasi più di un secolo di eventi globali che hanno plasmato il nostro mondo moderno.”

 

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Le motivazioni del New York Times

Ecco perché la società ha ingaggiato Google, che utilizzerà le sue capacità di visione artificiale non solo per eseguire la scansione delle note scritte a mano e allegate a ciascuna immagine, ma per categorizzare le informazioni semantiche che contengono (collegando dati come luoghi e date). Google dice che il Times sarà anche in grado di utilizzare i suoi strumenti di riconoscimento degli oggetti per estrarre ancora più informazioni dalle foto, rendendole più facili da catalogare e riemergere per un uso futuro.

Purtroppo le immagini non saranno nemmeno accessibili al pubblico,ma ancora una volta Google si dimostra indispensabile e fa capire come l’IA possa essere una risorsa in situazioni del genere.