Facebook

Il social network Facebook non sta sicuramente ottenendo i risultati sperati per questo trimestre e gli ultimi dati lo hanno confermato. Lo scandalo Cambridge Analytica ha avuto un ruolo fondamentale per questo tracollo.

L’azienda non è ancora in perdita ma i dati dell’ultimo trimestre hanno mostrato una crescita molto inferiore a quella sperata da Mark Zuckerberg. Nonostante questo, ha comunque deciso di continuare a testare il riconoscimento vocale con il progetto Aloha.

 

Facebook continua a sperimentare il riconoscimento vocale con il progetto Aloha

Quasi tutte le maggiori aziende del mondo possiedono un’assistente vocale, Siri per Apple, Alexa per Amazon o Google Assistant. Facebook è al momento una delle poche a sentirne la mancanza. Per questo motivo l’azienda ha deciso di continuare i test sul progetto Aloha. TechCrunhc ha riportato che, Jane Manchun Wong avrebbe scoperto una nuova funzionalità di dettatura all’interno del codice delle applicazioni sia di Facebook che di Messenger, destinate per il momento ad Android.

Leggi anche:  Facebook Lite: arriva una funzione Android salva-vita che tutti stavano aspettando

Da molto tempo è noto che Facebook ha intenzione di creare un proprio smart speaker e il progetto Aloha sarebbe dovuto uscire allo scoperto durante la conferenza F8 ma la tempesta creata da Cambridge Analytica ha cambiato i piani della società, soprattutto dopo l’esperienza di Facebook Phone, era meglio non rischiare. L’indizio scovato da Jane Manchung Wong sarebbe pensare ad un ritorno dell’ormai scomparso progetto M, l’assistente che l’azienda avrebbe dovuto presentare tramite Messenger.

Secondo TechCrunch, il codice dell’Aloha Voice Testing si riferisce esclusivamente ai prodotti connessi tramite Wi-Fi e Bluetooth. Questo elemento potrebbe far pensare che il social network voglia sfruttare il proprio assistente in modalità multi piattaforma. Cioè in grado di essere attivato sia da smartphone o altri gadget indistintamente.