Dopo la nota ufficiale di Apple, parte la prima Class Action contro l’azienda: giovedì mattina due rappresentanti della Whilshire Law Firm hanno depositato presso la U.S District Court of California un’istanza contro l’azienda di Cupertino. L’accusa è chiara: Apple rallenta volutamente, e senza avvisare gli utenti, i modelli vecchi di iPhone.

Ogni possessore di iPhone l’ha sicuramente pensato almeno una volta, ma le accuse hanno trovato prove solo nelle scorse settimane dopo una pubblicazione sul blog Reddit. Nell’articolo si illustrano le indagini della società Geekbench capitanata dal suo fondatore John Poole. Geekbench ha infatti costruito un database grazie ai dati raccolti da una vasta platea di iPhone muniti dell’app Geekbench 4.

L’indagine, pubblicata sul blog Reddit, ha evidenziato un legame statistico tra calo delle prestazioni e usura della batteria dovuta all’età del device. L’ipotesi ha trovato conferma in particolare in alcuni modelli di iPhone 6 e iPhone 6 Plus rallentati dopo l’aggiornamento a iOS 10.2.1, che avrebbero poi ripristinato parte della potenza persa con la sostituzione della batteria.

Apple ha quindi deciso di rendere pubblica la propria strategia: in una nota l’azienda di Cupertino ha dichiarato che i modelli di iPhone più datati, e quindi con batteria più usurata, sono aggiornati con versioni software che riducono la potenza. Questo per evitare picchi di utilizzo della CPU che potrebbero mandare in crisi la batteria e causare uno spegnimento improvviso del device.

In conclusione, non tutto il male vien per nuocere, ma non la pensano certamente così alla Whileshire Law; lo studio legale è determinato a portare questa vicenda fino in fondo, anche se non è chiaro cosa si vuole davvero ottenere da Apple. Almeno in questa fase iniziale, l’obiettivo è quello di convincere gli avvocati di tutti i cinquanta stati a rivolgersi alla corte di giustizia per chiedere più trasparenza da parte di Apple. Cade quindi l’annosa accusa degli Apple Fans ad Apple: i melafonini non sono rallentati per indurre i consumatori all’acquisto dei nuovi modelli, bensì per preservarne la durata ed assicurare a tutti gli utenti l’esperienza d’uso unica che contraddistingue iPhone. Per ora Apple non ha rilasciato alcuna nota ufficiale in risposta: probabilmente l’azienda sta temporeggiando per mettere a punto la strategia legale migliore per difendersi dalle accuse.