Facebook dovrà difendersi da delle accuse di discriminazione razziale
Facebook dovrà difendersi da delle accuse di discriminazione razziale

La discriminazione razziale è un problema in ogni parte del mondo, ma negli Stati Uniti, per ovvi motivi storici e sociali, è molto più sentito. Le grandi aziende devono spesso stare attente a come si comportano in quanto sono presenti molte leggi a favore dei diversi gruppi etnici che contraddistinguono la terra delle libertà. Nel 2016 infatti, il Congressional Black Caucus ha dichiarato che Facebook ha violato la Fair Housing Act (FHA).

Facebook colpevole non direttamente

Il ruolo che ha il social network in questa situazione risulta quasi marginale, ma non è questo il punto. Facebook avrebbe consentito agli inserzionisti di escludere i gruppi etnici e razziali nel momento in cui presentavano un annuncio relativo a delle abitazioni, di lavoro o bancario. Si tratta di una accusa che va ad unirsi a quella fatta da ProPublica. Quest’ultimi avevano fatto notare come venivano accettati senza riserve degli annunci che escludevano gruppi etnici. Tutto questo si è tradotto con la National Fair Housing Alliance che ha fatto causa al colosso.

Quello di Facebook e le inserzioni usate in modo sbagliato, se non addirittura scorretto, è un problema risaputo. Ogni volta che c’è un elezione politica, o una votazione in generale, vengono usati gli annunci sul social network per spargere informazioni false così da pilotare la pancia degli utenti. In ogni caso questa causa non potrebbe arrivare in un momento peggiore visto e considerato che devono già difendersi dagli scandali legati alla privacy, alla fuga e alla furto di dati privati.

In molti stanno affermando che Facebook stia abusando del proprio potere, che gli abbiamo fornito noi tra l’altro. Che sia una cosa involontaria o intenzionale, loro, a questo punto, dovrebbero essere i garanti di un nuovo sistema di pubblicità. Dovrebbero stare più attento a quello che finisce nelle bacheche delle persone.