WhatsApp attentato
Un messaggio WhatsApp criptato potrebbe essere la chiave dell’attentato di Londra

Sono passati cinque giorni dall’attentato di Londra ma le acque non si sono ancora calmate. Le indagini che hanno condotto agli arresti di persone che sembrano coinvolte nell’attacco terroristico proseguono. Le forze speciali Britanniche tuttavia necessitano spiegazioni. Un messaggio WhatsApp inviato da Khalid Masood criptato a cui nessuno sembra avere accesso inviato poco prima dell’attentato.

La Segretaria di Stato Amber Rudd è intervenuta attraverso alle telecamere di Sky e BBC per lanciare un appello forte e chiaro. La richiesta di collaborazione da parte di WhatsApp ed altri servizi che criptano conversazioni, nello sviluppo di indagini come questa. L’organo ha sostenuto che bisogna far sì che applicazioni di messaggistica istantanea “non forniscano un ambiente che tuteli la conversazione tra terroristi in modo privato“. In poche parole la Rudd accenna ad una “Back Door” (un metodo che consenta alle autorità di avere accesso ai dati, ndr.). E’ molto probabile tuttavia che l’industria risponda in modo negativo a tale richiesta. Come avvenuto in passato infatti, molte aziende avevano ricevuto proposte insistenti per l’accesso a dati protetti.

Fu il caso di Apple, che nel 2015 ebbe un conflitto con l’FBI. L’organo statunitense richiese al colosso di Cupertino l’aiuto per lo sblocco di un iPhone. Quest’ultimo apparteneva ad uno degli autori dell’attacco estremista di San Bernardino in California. Dopo che l’azienda americana aveva opposto resistenza, la polizia americana aveva dichiarato il successo in modo autonomo.

Tornando però sull’attacco avvenuto a Westminster pochi giorni fa’, tutto sembra avvenuto in pochi secondi. Le forze inglesi hanno ricostruito l’accaduto attribuendogli una durata di 82 secondi. Mancano però dati fondamentali, come il motivo che possa aver spinto Khalid a compiere determinate mosse in poco tempo. La risposta potrebbe essere contenuta proprio in quel messaggio WhatsApp al momento criptato. L’accesso a questi dati almeno per le forze dell’ordine, secondo Amber Rudd, è cruciale in determinati casi. Non solo potrebbe risolvere un evento già accaduto, ma potrebbe instaurare un clima ostile per sradicarne in futuro.

La Segretaria intanto ha in programma un incontro con alcune aziende nei prossimi giorni. Sembra intenzionata a spronare questi servizi a “fare del loro meglio” per collaborare con forze dell’ordine ed organi riconosciuti. Chissà che magari non riesca a convincere qualcuno di questi, per il momento non resta che attendere lo sviluppo della vicenda.