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Non sono tempi felici per Whatsapp. Nonostante i sempre più numerosi utenti e nonostante i costanti aggiornamenti (non ultimo quello riguardante la ricerca sulle GIF) continuano costantemente a crescere le polemiche intorno alla sicurezza che il portale di messaggistica istantanea offre ai suoi clienti. Tutto nasce dalle dichiarazioni di Tobias Boelter, un crittografo dell’University of California.

Secondo il ricercatore americano, Whatsapp non offrirebbe tutte quelle garanzie che si è proposto di dare nel momento in cui ha presentato al pubblico le chat crittografate. Le vulnerabilità dell’app sarebbero numerose, alcune delle quali conosciute dagli stessi produttori e oscurate intenzionalmente.

Uno dei problemi maggiori sarebbe l’implementazione del protocollo di crittografia end-to-end. In tal caso, qualora un utente fosse offline, l’applicazione genererebbe in automatico una nuova coppia di chiavi di sicurezza, non avvisando né il mittente, né il destinatario ed in più si occuperebbe anche di reinoltrare messaggi già inviati.

Questa vulnerabilità è focale per Boelter poiché proprio tramite questa Facebook sarebbe in grado di accedere alle conversazioni private. Il ricercatore dimostra tutto ciò in un video pubblicato nelle scorse ore su YouTube. Il filmato arriva in seguito alla risposta che Whatsapp aveva rilasciato, difendendo la paternità e la bontà dell’implementazione del protocollo di crittografia end-to-end.

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Le immagini che ci mostra il crittografo americano sono abbastanza emblematiche e fanno scattare un piccolo campanello d’allarme sulla nostra sicurezza. Dopo le polemiche su Telegram, anche Whatsapp deve affrontare una sua bufera. La domanda quindi è lecita: possiamo continuare a fidarci ciecamente delle app di messaggistica istantanea?