facebook messenger
L’applicazione riceverà un aggiornamento nelle prossime settimane

Facebook Messenger può accettare pagamenti in modo nativo senza l’invio ad un sito esterno, a dare la notizia il capo Facebook di Messenger, David Marcus, sul palco del TechCrunch Disrupt SF 2016.

Le informazioni delle carte di credito degli utenti di Facebook già memorizzate sulla piattaforma potranno essere utilizzate immediatamente per gli acquisti, al momento presente nella nuova closed beta. Marcus ha anche rivelato che 34.000 sviluppatori hanno aderito alla piattaforma e realizzato 30.000 bot dal lancio di aprile. Per supportare i pagamenti Messenger sta lavorando con tutti i principali operatori del settore tra cui Stripe, PayPal, Braintree, Visa, MasterCard e American Express.

Nel tentativo di dimostrare l’impegno di Facebook con i bot, Marcus ha annunciato che tutti i tipi di News Feed ads potranno puntare ad un bot e gli utenti possono condividerli con i loro amici. Tutto questo fa parte della versione 1.2 di Messenger che “all’interno di una conversazione hai un’identità, le funzionalità di transazione, la capacità di disegnare UI e disegnare pulsanti nativi e interfacce”, ha spiegato Marcus.

In sostanza i messaggi con i pagamenti permetteranno alle aziende di vendere i propri prodotti e servizi direttamente ai clienti in Messenger. I clienti potranno acquistare in pochi click, senza mai lasciare l’applicazione Messenger, biglietti aerei, hotel e tanto altro. Al momento la piattaforma è funzionante solo su alcuni bot negli Stati Uniti, presto saranno diffusi ad altri Paesi e tipo di vendite.

I siti web saranno visualizzabili all’interno di Messenger, i Bot saranno in grado di determinare l’altezza della finestra e regolare le loro interfacce in modo opportuno per adattarsi all’interno della conversazione. Migliorare Messenger può aumentare l’impegno dell’applicazione di messaggistica di Facebook, che conta attualmente circa un miliardo di utenti attivi. Facebook si trova ad affrontare una dura concorrenza contro i bot di Skype, Telegramm e gli altri operatori di servizi di messaggistica.