Sidewalk Labs
Sidewalk Labs è una città virtuale, in cui è possibile sperimentare soluzioni adeguate per migliorare la qualità di vita nei centri urbani.

Ad un anno di distanza, si torna a parlare di un ambizioso progetto di Google. Durante un evento organizzato a New York, Dan DoctoroffCEO di Sidewalk Labs – ha definito l’ipotesi di costruire una città virtuale dalle fondamenta come “una grande idea” in quanto consentirebbe l’applicazione di soluzioni volte a migliorare la qualità di vita nei centri urbani.

Sidewalk Labs nasce come variante all’interno del programma “Alphabet“, presentato nel 2015. Il suo obiettivo è, sostanzialmente, uno: implementare la vita all’interno dei contesti urbani, ponendo l’attenzione sulle dinamiche legate ai centri abitati e, in particolar modo, sul possibile sviluppo di connessioni internet performanti.

Rispondendo alla domanda di un giornalista, emersa nel corso di una conferenza organizzata dalla testata giornalistica “The Information“, Dan Doctoroff ha precisato che la costruzione di città virtuale potrebbe mostrarsi un vero e proprio “laboratorio per sperimentare“, all’interno del quale potrebbero coesistere sistemi di sicurezza e modelli legati al concetto di privacy.

Attualmente, la compagnia di Sidewalk Labs risulta impegnata in due progetti di carattere pubblico: il potenziamento del Wi-Fi gratuito a New York e l’elaborazione di alcuni dati relativi al traffico e alla congestione stradale. Dunque, la società, che collabora con Google, non prende le distanze dalla realtà: mantiene, al contrario, un approccio decisamente concreto, riflettendo sui problemi legati al costo della vita, all’efficienza dei trasporti urbani e all’uso e consumo energetico.

Ci sono molte lezioni che si possono apprendere dal passato” ha precisato Doctoroff, facendo riferimento alla linea di pensiero adottata da Larry Page, CEO di “Alphabet“: “Oggi, le città sono difficili. Ci sono persone che mostrano interessi politici ed economici. La tecnologia non può fermarsi davanti a tutto questo“.

L’eventuale realizzazione di una “città-test” non deve essere intesa come un luogo ideale e perfetto per il cittadino, ma come una riproduzione di una realtà “alternativa“, in cui è possibile rispondere a questioni, per adesso, davvero spinose.