CERN
CERN: simulazione di decadenza del Bosone di Higgs

Al CERN il Large Hadron Collider (LHC) funziona a pieno regime con le collisioni tra particelle che hanno raggiunto la stabilità e l’incredibile energia di 13 miliardi di elettronvolt.

Nel giorno di San Valentino di due anni fa al CERN di Ginevra veniva spento l’acceleratore di particelle per poterlo revisionare e migliorarne le prestazioni in vista di quello che è poi avvenuto a partire da quest’anno. È, infatti, all’inizio dell’anno che il LHC ha ripreso la propria attività, ma solo oggi è entrato a pieno regime con le collisioni iniziate già qualche settimana fa, ma dovevano ancora stabilizzarsi.

Ora è arrivato il momento di iniziare a studiare i fenomeni legati a collisioni di particelle che generano una così elevata quantità di energia e a farlo ci sono molti ricercatori italiani dell’istituto nazionale di fisica nucleare (INFN) come il direttore designato del CERN, Fabiola Gianotti: “Un passo storico per la fisica e la tecnologia”, ha affermato la ricercatrice.

Ora per i ricercatori del CERN si spalancano porte a cui prima era impensabile accedere e che ora ci potranno portare alla scoperta dei misteri dell’universo, ad esempio, capire come una piccola quantità di materia abbia avuto il sopravvento sull’antimateria presente nell’universo in percentuale tripla.

I fisici del CERN di Ginevra potrebbero arrivare a scoprire le origini della vita? Potrebbero essere messe in discussione tutte le religioni, di certo potrebbero aprirsi dibattiti basati su dati scientifici e non più aleatorie supposizioni o suggestioni. Per il momento è ancora presto pensare a quello che si potrà scoprire, l’importante è essere sulla buona strada e a quanto pare i fisici del CERN lo sono.