Attacco hacker in Italia: dati a rischio sui siti italiani, c'è anche il Senato

Tanti siti italiani sarebbero stati colpiti improvvisamente da un vero e proprio attacco informatico. Si tratta di un’operazione hacker in piena regola, con l’attacco stesso che sarebbe stato rivendicato da un collettivo di origine filo-russa, noto con il nome di Killnet. Più nello specifico si tratterebbe di un attacco di tipo DDos (Distribuited Denial of service). Questa tipologia di hackeraggio prendono di mira dei siti rendendoli irraggiungibili. Il tutto succede con l’invio ai server di una grande quantità di dati tutti allo stesso momento, servendosi di più fonti in modo che il sito si ritrovi inondato di richieste false che andranno dunque a rallentarlo o a bloccarlo definitivamente.

Secondo quanto si apprende, non ci sarebbe stata la compromissione delle infrastrutture ma allo stesso tempo l’accesso a diversi siti sarebbe stato reso molto complicato soprattutto nelle ultime ore. Stando alle dichiarazioni da parte dell’agenzia per la Cybersicurezza nazionale, il corpo starebbe “lavorando a stretto contatto con le amministrazioni colpite per ripristinare i loro siti web, analizzando il fenomeno, e suggerendo nel contempo le prime idonee contromisure tecniche“.

 

Attacco Hacker all’Italia: il tutto rivendicato dal collettivo Killnet

Proprio su Telegram il collettivo ha pubblicato tutti gli indirizzi che sarebbero stati violati. Ci sono il sito del Senato e della difesa, ma anche Scuola alti studi di Lucca, Istituto superiore di Sanità, Infomedix (una società di servizi alle aziende) e l’Aci.

Tale stop, secondo le parole da parte dello Stato maggiore della difesa italiana, “è  dovuto ad attività di manutenzione da tempo pianificata, in atto sul sito“.

Questo è quanto dichiarato dalla presidente del Senato Elisabetta Casellati, la quale ha commentato su Twitter l’attacco hacker:

Nessun danno dall’attacco hacker che ha coinvolto la rete esterna del Senato. Un grazie ai tecnici per l’immediato intervento. Si tratta di episodi gravi, che non vanno sottovalutati. Continueremo a tenere alta la guardia“.