mascherina Coronavirus occhiali appannatiUna nuova teoria ipotizza una correlazione ambientale circa l’abnorme sviluppo del Coronavirus nelle zone del Nord Italia. Mentre assistiamo ad una timida ripresa della vita sociale e lavorativa dopo l’intervento in diretta del Premier Antonio Conte avanzano una serie di tematiche correlate all’incresciosa pandemia.

Secondo nuove rivelazioni pare che il livello di smog attorno alla zona della Val Padana abbia in qualche modo creato le condizioni favorevoli per una maggiore persistenza del fattore virale. Rispetto al Sud Italia, infatti, le condizioni dell’aria sono peggiori. Le immagini dei satelliti circa la qualità dell’aria forniscono una panoramica chiara e precisa. Sembra proprio che le aree rosse siano in prossimità dei centri industriali nevralgici del Paese. Secondo eminenti esperti non è affatto un caso.

 

Nord in ginocchio: Coronavirus aiutato dalle polveri sottili presenti nell’aria

Bergamo, Brescia e Milano sono le zone in cui l’impatto del virus Covid-19 ha fatto registrare un’impennata record di nuovi casi. I decessi si sono intensificati con relative polemiche per una situazione che ha visto un intervento tardivo delle istituzioni attorno al triangolo lombardo. L’inquinamento ambientale pare accresca le potenzialità di attecchimento del Coronavirus. Ma non è tutto.

Secondo una nota stampa rilasciata a seguito di diversi studi pare che – dato peraltro scontato – la pandemia dilaghi laddove maggiore è la concentrazione abitativa. Da notare, infatti, come Paesi poco popolosi ma limitrofi alla Val Gardena abbiano fatto registrare una incidenza di casi quasi nulla. Recenti rapporti indicano un decimo di abitanti e più per densità dei centri urbani rispetto alle città del Nord e smog con concentrazioni di un millesimo in meno.