I misteri che il Pianeta Terra cela sono innumerevoli e scoperti, forse, in minime parti. Durante il ciclo di vita che ha visto il nostro mondo dalla sua nascita ad oggi, milioni di fenomeni naturali hanno visto il loro trascorrere e di questi molti non rimangono che incognite alla vita di noi abitanti. Gli ultimi cento anni, ciononostante, sono un chiaro esempio dei passi in avanti che l’umanità ha effettuato e racchiudono al loro interno delle analisi interessanti molto reali. Un esempio lampante? Quella sull’inversione dei poli magnetici.

Inversione dei poli magnetici: come si fa a stabilire questo fenomeno?

Grazie agli studi portati avanti da Yves Galles, una ricercatrice facente parte dell’università di Parigi e del Cnrs ossia il Centro nazionale francese per la Ricerca Scientifica,  l’inversione dei poli magnetici si sta verificando molto più rapidamente di quanto sospettato in un primo tempo

Attivando una spedizione in Siberia, Galles  ed un team di esperti hanno potuto constatare questa realtà a seguito dell’analisi di alcune rocce prelevate dalla zona adiacente al fiume Khorbusuonka, in particolare nell’area nord-orientale della regione russa. Studiando in maniera approfondita i campioni, si è subito potuto constatare un’inversione di posizione tra la magnetite e l’ematite, due metalli presenti custoditi al loro interno e che solitamente si posizionano in combinazione con l’asse magnetico terrestre.

Il team ha riportato che le analisi condotte rivelerebbero altresì che circa 780.000 anni fa vi è stata un inversione dei poli magnetici. Oggi? Beh, la Terra potrebbe diventarne nuovamente testimone a suo malgrado.